ECOSIA, SALVARE LE FORESTE CON UN CLIC

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albero

“Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data” scrive Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato si”, stella polare per la tutela del creato. Un appello al senso di responsabilità degli uomini di oggi e di domani. Un invito a “coltivare e custodire” il giardino del mondo, perché da questa “casa comune” dipende la nostra stessa esistenza. La tecnologia, in questo senso, può giocare un ruolo fondamentale, non solo per il contributo pratico alla salvaguardia dell’ambiente (si pensi alle importanti conquiste sul piano delle rinnovabili) ma soprattutto perché crea essa stessa nuovi spazi di ricerca, offrendo spunti inimmaginabili sino a qualche tempo fa.

Sembrano averlo intuito i creatori di “Ecosia”, l’alter ego ecologico di “Google” che raccoglie fondi dalle ricerche effettuate online per finanziare il ripopolamento delle foreste. L’obiettivo perseguito sta tutto nel claim: “Pianta alberi mentre fai ricerche su internet”. Il concept si basa sull’uso delle entrate pubblicitarie per la piantumazione vera e propria. La cosa sembra funzionare, tanto che a detta degli ideatori del progetto, consente di “mettere al mondo” un albero ogni 10 secondi. Gli utenti attivi sono oltre due milioni e quasi 3 milioni di euro sono stati donati finora, pari a circa 0,28 centesimi ad arbusto, dal momento che, di alberi, ne sono stati piantati più di 4 milioni in tutto il mondo. Uno schiaffo a chi usa internet col solo fine di generare profitto.

Inoltre “Ecosia”, fondato a dicembre del 2009, ha generato 2,5 milioni di euro destinati a progetti di riforestazione. E’ un social-business con base a Berlino che punta a misurare il suo successo in base all’impatto positivo generato sulle persone e sull’ambiente. I progetti più importanti, per ora, riguardano il Burkina Faso e la Regione del Sahel colpita da siccità. I partner del motore di ricerca “green” collaborano con le popolazioni locali. “Vogliamo trasformare i deserti in foreste” dicono i fondatori, vale a dire riportare acqua, piante e animali nelle zone aride.

La riforestazione in Burkina Faso è un’attività che copre tutte e quattro le stagioni, dall’acquisizione dei semi all’escavazione dei bacini (fossati a mezzaluna in grado di contenere fino a 2 mila litri d’acqua), dalla semina (un mix di semi di alberi ed erba) alla cura e al monitoraggio (le popolazioni locali curano gli arbusti e verificano i progressi). Questo perché, secondo il team di “Ecosia, “un territorio più vivo si traduce in maggiori opportunità di lavoro, un bestiame più sano e una popolazione più indipendente”. Ne deriva “un’economia locale più forte” che “permette a donne e uomini di avere un proprio reddito, e questo vuol dire che un maggior numero di bambini potrà andare a scuola”. Foreste che fanno parte del progetto internazionale per la creazione in Africa di una “Grande muraglia verde” che punta al miglioramento delle condizioni ambientali, sociali ed economiche.

Gli alberi possono infatti far ripartire il ciclo dell’acqua lì dove il deserto ha preso il sopravvento, portando con sé altre specie vegetali. Risorse idriche e cibo più puliti aiutano ad avere una vita più sana. L’eco-motore di ricerca web, che rende trasparente le proprie procedure pubblicando le ricevute dei propri progressi, ha raggiunto a novembre del 2014 il finanziamento di un milione di alberi, e in quella occasione ha annunciato di volerne piantare un miliardo entro il 2020. A volte basta un clic per creare un mondo più giusto.

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