TURCHIA, ARRESTATA UNA DELLE MENTI DEGLI ATTENTATI DI ANKARA Alla sua cattura le autorità turche sono giunte in seguito al ritrovamento del computer di Yunus Durmaz, detto “l'emiro”

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TURCHIA

Prosegue la battaglia del governo turco di Recep Erdogan al Califfato. Nelle scorse ore un presunto terrorista dell’Isis è stato arrestato dalla polizia turca nella provincia di Elazig, nel sud est del Paese. L’uomo è fortemente indiziato di essere una delle menti della strage di Ankara, nella quale lo scorso 10 ottobre persero la vita 103 persone. Alla sua cattura le autorità turche sono giunte in seguito al ritrovamento del computer di Yunus Durmaz, detto “l’emiro”, sul quale pende una taglia da oltre un milione di dollari. Il fermo giunge a poche ore dall’arresto da parte dell’esercito turco di 5 turchi e 2 stranieri sospettati di appartenere all’Isis, che tentavano di entrare in Siria.

La Turchia ha avviato il 6 aprile scorso un programma di ricompense per chi fornisce informazioni utili alla cattura di pericolosi terroristi, imitando la medesima iniziativa presa negli Usa. Ankara, aveva riportato il quotidiano Hurriyet, ha offerto 1,4 milioni di dollari a chiunque possa fornire indicazioni per permettere la cattura dei 23 membri del Daesh coinvolti nel doppio attacco terroristico avvenuto nella capitale turca nell’ottobre del 2015. “Il ministero dell’Interno – si legge nel comunicato riportato dal quotidiano -, ha diviso i nomi nella lista in cinque categorie codificate per colore: rosso (i “most wanted”), blu, verde, arancione e grigio. Nella categoria dei soggetti più pericolosi ci sono İlhami Balı, Mustafa Dokumacı e Yunus Durmaz. La taglia per la cattura di ognuno di loro è di circa 1,4 milioni”.

Bali è considerato il capo dello Stato Islamico nella provincia sud orientale di Gaziantep. Dokumanci è accusato di aver pianificato attentati nel paese e di aver reclutato miliziani da inviare in Siria. Sembra inoltre che “Yunus Emre Alagöz – uno degli shahid (martiri) degli attacchi ad Ankara del 10 ottobre 2015, costati la vita a 101 persone – e suo fratello Abdurrahman – il quale ha ucciso altre 33 persone in un’azione simile il 20 luglio dello stesso anno a Suruç – fossero entrambi membri del gruppo di Dokumacılar”.

L’ultimo della lista, Durmaz, si ritiene stia preparando un nuovo attacco terroristico in continuazione con quello avvenuto a İstiklal Avenue a Istanbul il 19 marzo, che ha causato la morte di cinque persone (incluso l’attentatore) e il ferimento di altre 39. Per quanto riguarda gli altri 20 miliziani dello Stato Islamico ricercati, l’intelligence turca è convinta che tre di loro (Mahmut Gazi Tatar, Hüseyin Peri e Savaş Yıldız) siano stati catturati dall’Unità di protezione popolare (Ypg) curda e che attualmente siano tenuti prigionieri. Parallelamente all’avvio del programma, Ankara ha anche potenziato gli assetti d’intelligence lungo i confini con la Siria con l’obiettivo, richiesto recentemente dal presidente Usa Barack Obama, di sigillare la zona e ridurre la libertà di movimento allo Stato Islamico tra i due paesi.

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