ADDIO PRINCE, MUORE A 57 ANNI IL FOLLETTO DI MINNEAPOLIS

717
prince

Grave lutto nel mondo della musica che ha perso uno dei suoi più eclettici artisti. Prince – il “Folletto di Minneapolis”, chiamato così per via della sua bassa statura – è morto a 57 anni nella sua casa di Minneapolis, in Minnesota. La notizia è stata diffusa dal sito Tmz ed è poi rimbalzata su tutti i giornali statunitensi, prima, e mondiali, poi. “Con profonda tristezza confermo che il leggendario e iconico performer Prince Roger Nelson – ha dichiarato a Variety la publicist del cantante, Yvette Noel-Schure – è deceduto stamane nella sua residenza di Paisley all’età di 57 anni”.

“E così… Il mondo ha perso un sacco di magia. Riposa in pace, e grazie per averci donato così tanto”. E’ il messaggio su Twitter con il quale Kate Perry ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del cantante. Come lei anche altri personaggi del mondo dello spettacolo e del panorama musicale hanno letteralmente invaso i social con un pensiero, un ricordo, augurando “buon viaggio”  a una delle icone nere del pop.

Ma al dolore per la scomparsa del cantante di Purple Rain si aggiunge anche il dubbio su quali siano le reali circostanzi in cui Prince è morto. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la dinamica dei fatti non sarebbe molto chiara e sul suo decesso sarebbe stata aperta un’inchiesta. L’ufficio della contea di Carver ha comunicato ai media che le autorità locali hanno risposto ad una chiamata per un’emergenza medica presso la struttura di Pasley park, dove si trova anche il suo studio di registrazione. I tentativi di rianimazione del cantante, avvenuti in un ascensore degli studi, sono stati inutili. Prince era stato ricoverato d’urgenza lo scorso 15 aprile, costringendo il suo aereo privato ad un atterraggio di emergenza in Illinois. Ma due giorni dopo aveva comunque partecipato ad un concerto ed aveva rassicurato i suoi fan sulle sue condizioni di salute. La sua manager, Yvette Noel-Schure aveva parlato dell’episodio classificandolo come “un banale episodio di influenza”.

Cantante, attore, regista, produttore e musicista di alto livello, anche grazie al fatto di essere cresciuto in una famiglia di musicisti jazz, Prince è stato uno degli artisti più influenti dalla fine degli anni 70 ad oggi. Esordisce appena 20enne nel 1978 per la Warner con l’album For You, dove arrangia e suona da solo tutti gli strumenti dimostrando il proprio talento artistico e guadagnandosi così il titolo di “nuovo” Stevie Wonder.

Il successo mondiale arriva pochi anni dopo, nel 1984, con Purple Rain, colonna sonora dell’omonimo film. Grazie al suo lavoro, raggiunge contemporaneamente la prima posizione nelle classifiche dei singoli, degli album e dei film; prima di Prince c’erano riusciti solo i Beatles. Il film vince anche il premio Oscar per la miglior colonna sonora con canzoni originali e il singolo venderà più di tredici milioni di copie solo negli Stati Uniti.

Nei decenni la sua passione per la musica, quasi bulimica, non è mai venuta meno. Ha inciso album di enorme impatto musicale come 1999, Purple rain, Around the world in a day, Sign O’ the times, Lovesexy e ha venduto oltre 100 milioni di album. Il suo linguaggio musicale, a cavallo tra funk, soul, rock, psichedelia e pop, ha cambiato per sempre la storia della musica. Nei suoi lavori si sentono espliciti riferimenti ad artisti black quali James Brown, Sly & the Family Stone, Earth, Wind & Fire, George Clinton e Stevie Wonder, ma anche musicisti rock come Jimi Hendrix e Frank Zappa.

Ha pubblicato centinaia di canzoni a suo nome – famosissima “Kiss” – e scritto anche successi prestati ad altri come Manic monday delle Bangles e, soprattutto, Nothing compares to you, che ha regalato il successo mondiale a Sinead O’Connor. Ernesto Assante nel 1985 lo definiva “personaggio assai curioso, molto lontano dalla figura ‘angelica’ e ambigua di Michael Jackson, mentre Prince è decisamente più legato a sentimenti terreni, rispetto a quelli più ‘divinizzanti’ e totalitari del suo rivale più diretto. Soprattutto Prince produce, canta, scrive e suona una musica che pur restando profondamente legata alla tradizione nera ha fatto propri elementi del rock, del funk, del pop, in una miscela urbana, elettrica, nervosa e che, sottilmente, ribadisce costantemente la sua natura nera”. Nel 2004 la rivista Rolling Stone ha inserito il Principe al 27º posto nella lista dei 100 migliori artisti della storia musicale.

 

 

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS