CRISI ENERGETICA IN VENEZUELA, IL GOVERNO ANNUNCIA UN PIANO DI RAZIONAMENTO DELL’ELETTRICITA’ L'elettricità verrà razionata nei 10 Stati più popolosi del Paese, compresa l'area metropolitana di Caracas

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Un nuovo fuso orario e razionamenti. Sono queste alcune delle misure che il governo del Venezuela ha deciso di adottare per far fronte alla crisi energetica che sta vivendo il Paese. Il presidente Nicolas Maduro ha già deciso di cambiare il fuso orario spostando indietro di mezz’ora le lancette dal prossimo 1 maggio. Per risparmiare energia, il capo di Stato ad inizio aprile aveva anche annunciato che nelle aziende e negli uffici pubblici il venerdì non si lavora, estendendo la misura anche a tutto il mese di maggio.

L’elettricità verrà razionata nei 10 Stati più popolosi del Paese – Zulia, Carabobo, Aragua, Lara Bolívar, Miranda, Barinas, Monagas e Falcon – tra i quali anche l’area metropolitana di Caracas, capitale del Venezuela. “Risparmiare (energia) in casa non è qualcosa di insito nella coscienza delle persone, quindi bisogna attuare un piano” di razionamento dell’energia elettrica, i cui dettagli saranno forniti nei prossimi quattro giorni, ha annunciato il ministro dell’Energia Luis Motta Dominguez dalla centrale idroelettrica di Guri. Il livello di acqua della diga, che fornisce il 70% di energia elettrica del Paese “continua a diminuire costantemente e si avvicina l’altezza minima di funzionamento”, ha spiegato il ministro per giustificare la decisione. “Il principale consumo di elettricità è domiciliare” e rappresenta il 63% di quello di tutto il Paese, ha insistito il ministro.

 

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