ALLARME DEI BIOLOGI: LA GRANDE BARRIERA CORALLINA SI STA SBIANCANDO Lo sbiancamento si verifica quando per effetto delle acque più calde i coralli espellono l'alga che gli dà nutrimento

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grande barriera corallina

La Grande barriera corallina australiana è in pericolo. A lanciare l’allarme, l’Arc Center of Excellence per Coral reef Studies della James Cook University, i cui ricercatori hanno monitorato per mesi i circa 2 mila e 300  chilometri di coralli, osservando che questi si stanno progressivamente sbiancando. Uno spettacolo che gli scienziati hanno definito “straziante” e che paragonano agli effetti che potrebbero avere 10 cicloni che colpiscono simultaneamente la barriera sottomarina.

“Un evento così estremo non era mai stato osservato prima”, ha commentato Giorgia Monti, responsabile per la campagna Mare di Greenpeace Italia, precisando che la dipendenza dalle fonti fossili potrebbe essere la causa principale di questo fenomeno. “Abbiamo bisogno al più presto di politiche globali che tutelino le aree più vulnerabili dei nostri mari – ha aggiunto l’attivista – e che contribuiscano con rapidità e incisività alla transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, basato su energie rinnovabili”.

In alcuni punti della Grande barriera, il tasso di mortalità dei coralli è del 50%: lo sbiancamento si verifica quando per effetto delle acque più calde i coralli espellono un’alga fondamentale per il loro nutrimento, la stessa che dà loro il caratteristico colore rosato. Secondo Greenpeace, presto l’umanità potrebbe perdere per sempre patrimoni paesaggistici e ambientali unici, soprattutto se i governi non interverranno in maniera decisa con politiche più sensibili all’ambiente e cambiando anche l’approccio alle energie. Il primo passo da compiere, secondo gli esperti, sarebbe rinunciare del tutto ai combustibili fossili – carbone, gas, petrolio – per puntare su energia “pulita”, ossia rinnovabile.

Intanto, la barriera continua a sbiancarsi e il rischio è che diventi un’enorme distesa color sabbia, un disastro ambientale che avrebbe anche serie ripercussioni sull’economia locale, che si basa quasi esclusivamente sul turismo.

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