TERREMOTO IN GIAPPONE, 11 SOPRAVVISSUTI MUOIONO PER “LA SINDROME DELLA CLASSE ECONOMICA” Se gli enti nazionali decideranno di computare queste morti come vittime del terremoto il bilancio dei decessi legati allo sciame sismico salirebbe a 58

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Undici persone, che erano sfuggite al triste destino toccato a molti dei loro connazionali, morti sotto le macerie in seguito allo sciame sismico che ha colpito la provincia di Kumamoto – nel Giappone meridionale -, sono decedute “per sindrome da classe economica”. La sindrome porta questa denominazione perché diagnosticata e applicata in origine a persone decedute in volo. Si tratta di una trombosi venale che provoca un’embolia, che ha come concause la permanenza prolungata in spazi troppo stretti – per esempio l’abitacolo dell’auto -, la mancanza di movimento, la scarsa assunzione di acqua. Sono soggetti a questo tipo di patologia, in particolare, persone anziane, ipertese, donne incinte e fumatori. Per questo motivi è necessario non restare in posizioni costrette troppo a lungo, bere e prestare attenzione a possibili dolori al petto. Gli sfollati che hanno lasciato in questi giorni le loro case hanno spesso dormito nelle auto, o in rifugi pubblici affollati.

Così due donne sono morte il 16 a Mashiki, il giorno dopo una donna di 77 anni è stata ritrovata morta in un bagno. Il giorno dopo a Kumamoto una donna id 51 anni è morta in auto. “Persone fuggite dalla distruzione del terremoto sono morte nei luoghi dove erano sfollate, e questo è un vero disastro”, ha riferito il centro emergenze della prefettura di Kumamoto. Secondo quanto scrive il Mainichi shimbun, toccherà agli enti locali valutare se queste persone siano da computare come vittime del terremoto: in tal caso il bilancio dei morti per lo sciame sismico salirebbe a 58.

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