SUD SUDAN, UNHCR: GLI AIUTI UMANITARI DIMINUISCONO, I RIFUGIATI AUMENTANO Tre anni di guerra civile hanno reso la situazione insostenibile per la popolazione, rimasta senza casa, cibo né acqua

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Una combinazione di nuovi scontri in aree una volta pacifiche, mancanza di cibo e tagli agli aiuti umanitari sta causando un netto peggioramento della situazione di migliaia di civili in Sud Sudan, un Paese in balia di una guerra iniziata nel 2013, nella quale i militari dell’esercito di Juba e le milizie alleate hanno compiuto in modo sistematico massacri e violenze sessuali, anche su adolescenti e bambine.

Nonostante sia stato firmato un accordo di pace tra il governo di Juba del presidente Salva Kiir e le forze ribelli del generale Riek Machar, continuano comunque i combattimenti con le decine di fazioni di guerriglieri che imperversano nei diversi stati del Paese, soprattutto nelle regioni petrolifere del nord. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – Unhcr – sono più di 96 mila le persone che stanno fuggendo dai conflitti, cercando rifugio nella parte nord occidentale del Paese o provando a raggiungere le nazioni confinanti: 3 anni di guerra civile, infatti, hanno reso la situazione insostenibile per la popolazione, rimasta senza casa, cibo né acqua.

Tutti i 6 Stati che confinano con il Sud Sudan, infatti, stanno riscontrando un notevole aumento del numero di rifugiati, ma i fondi per finanziare gli aiuti scarseggiano e la crisi potrebbe arrivare da un momento all’altro. “Con i drastici tagli al sovvenzionamento dei Piano regionale per i Rifugiati, molti servizi fondamentali rischiano di essere cancellati e l’Unhcr è molto preoccupata per questo”, spiega Ariane Rummery, portavoce dell’agenzia Onu.

Nonostante l’ospitalità delle comunità locali e gli sforzi dell’Unhcr per far arrivare giungere a destinazione gli aiuti umanitari, la situazione sta degenerando e l’aumento di persone in fuga non fa che peggiorare la situazione. L’Unhcr, infatti, “teme che la situazione potrebbe aggravare ulteriormente la situazione nutrizionale negli stati dell’Alto Nilo, Warrap e Bahr El Ghazal settentrionale”, ha dichiarato il portavoce  Adrian Edwards.

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