PRIMARIE USA, CLINTON E TRUMP STRAVINCONO A NEW YORK

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Le primarie Usa di New York incoronano vincitori, senza troppe sorprese, la Clinton per i democratici e il solito Trump per i repubblicani. Il magnate ha sbancato prendendo il 69,5% delle preferenze, contro il 18,3% di John Ka Sich e il 12,1% di Ted Cruz. Dalla Trump Tower, da dove ha seguito le proiezioni, il miliardario newyorkese ha detto: “Una notte incredibile. Faremo l’America più forte e più grande che mai. Grazie New York. Le aziende americane vanno all’estero, gli immigrati illegali sono spesso trattati meglio dei nostri veterani. L’Obamacare è un disastro. Tutto questo finirà”. “Penso che siamo vicini al 70% e finiremo davvero alti, aggiudicandoci più delegati di quanto chiunque abbia previsto”, aveva dichiarato prima del termine dello spoglio.

Sul fronte democratico, vittoria in casa Clinton, ma con un margine più risicato rispetto allo sfidante, il magnate newyorkese Bernie Sanders. L’ex first lady vince con il 57,6% delle preferenze davanti al senatore del Vermont che si ferma al 42,4%. Dal quartier generale di Hillary, lo Sheraton Hotel, Hillary dice: “Grazie New York: ancora una volta avete dimostrato che nessun posto è come casa. Mi avete sempre guardato le spalle come io ho cercato di fare con voi”, esulta l’ex segretaria di Stato, accompagnata sul palco dal marito Bill e dalla figlia Chelsea. La donna celebra la vittoria attaccando duramente i rivali repubblicani: “I valori di New York sono i valori americani” mentre Trump e Cruz “hanno una visione per l’America divisiva e pericolosa”. Sulle note di “Empire State of Mind” di Jay-Z e Alicia Keys, l’ex first lady strizza poi l’occhio ai supporter del rivale Bernie Sanders, assicurando che “quello che ci unisce è più di quello che ci divide”. Per vincere a novembre, infatti, Hillary avrà bisogno anche dei voti di Bernie.

Tra una settimana si vota nel Supermartedì della East Coast: Pennsylvania, Connecticut, Maryland, Delaware e Rhode Island. Grazie alla poderosa spinta di New York, dove ha raggiunto il 58% e ha inflitto un distacco di 16 punti a Sanders, Hillary affronta il prossimo verdetto con serenità. Così come Trump, che nel Gop ha dimostrato, nuovamente, di non avere rivali.

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