TORTURA: LA TUNISIA PRESENTA ALL’ONU IL RAPPORTO PERIODICO Il dossier riguarda le misure adottate in base all'adesione alla Convenzione del 1988

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La Tunisia presenterà oggi a Ginevra davanti al Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite (Cat) il suo rapporto periodico sulle misure adottate in base agli obblighi derivanti dall’adesione nel settembre 1988 alla Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Il Comitato instaurerà dunque con la delegazione governativa tunisina un dialogo su temi fondamentali al riguardo come la durata del fermo di polizia, i diritti dei detenuti alla difesa e alla salute, l’indipendenza del sistema giudiziario, le procedure di espatrio, asilo ed estradizione, le violenze nelle carceri, la sovrappopolazione carceraria ed altri, per poter valutare, una volta sentiti anche i rappresentanti delle Ong operanti in Tunisia, in quale modo il Paese mette in atto la Convenzione Onu.

Il Comitato presenterà poi le sue osservazioni finali al Palazzo delle Nazioni di Ginevra il 13 maggio prossimo, insieme ad altri paesi attualmente sotto esame come Francia, Arabia Saudita, Turchia, Filippine ed Israele. Ricordiamo che il parlamento tunisino nel marzo scorso ha eletto la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura, dando piena operatività alla legge contro la tortura n. 43 del 2013, allineata sugli standards internazionali in materia. Questo organismo, dotato di autonomia amministrativa e finanziaria, ha una serie di compiti di prevenzione sorveglianza e controllo dei casi di tortura e violenza negli istituti di detenzione del Paese.

La Commissione formata da sei personalità della società civile, tre medici, due professori universitari, due avvocati, due giudici in congedo, e uno specialista in diritti dell’infanzia, ha anche il compito di diffondere una cultura della legalità tra le forze dell’ordine, raccogliere dati e compiere ricerche. La messa in atto di questa Commissione è stata fortemente voluta dalle numerose organizzazioni internazionali che spesso in Tunisia hanno denunciato casi di abusi e tortura da parte delle forze dell’ordine nei confronti di cittadini detenuti a vario titolo.

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