ISRAELE: BOMBA SUL BUS A GERUSALEMME, 21 FERITI L'incubo terrore torna nella Città Santa. Netanyahu: "Prenderemo i colpevoli"

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Il terrorismo torna a colpire Gerusalemme alla vigilia della Pasqua ebraica. Nel pomeriggio di oggi una bomba è esplosa su un autobus della linea 12 in transito su una via della parte meridionale della città coinvolgendo un altro bus, vuoto, e causando 21 feriti, di cui due in gravi condizioni. “Prenderemo i colpevoli e chi li sostiene”, ha promesso il premier Benyamin Netanyahu affermando che “questo pomeriggio due autobus sono esplosi in un incidente terroristico”.

Lo scoppio, secondo la ricostruzione della polizia – in un primo momento cauta sull’ipotesi dell’attentato -, è stato causato da un piccolo ordigno collocato nella parte posteriore dell’autobus che ha preso fuoco estendendosi poi ad un altro mezzo pubblico. Le schegge dei vetri provocate dall’esplosione, secondo la stessa fonte, hanno investito anche diverse auto private parcheggiate nei pressi. La stessa polizia ha poi sottolineato che “non ci sono dubbi sull’attentato terroristico” e la conferma è arrivata anche dallo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno di Israele.

Quando la bomba è deflagrata l’autobus 12 era in viaggio dal quartiere di Talpiot verso il Monte Herzl e si trovava nella via Moshe Bar’Am, ad un passo della Hebron Road che, dall’altro lato, porta a Betlemme. Il comandante della polizia di Gerusalemme Yoram Levy ha detto che “si sta controllando chi abbia piazzato la bomba e quale sia la sua origine. Al momento non è possibile dire con certezza chi abbia commesso il fatto, se un terrorista o un attentatore suicida. Stiamo indagando tutte le possibilità”. A questo proposito i media hanno riportato la possibilità che uno dei due feriti in gravi condizioni, e che sarebbe senza documenti, possa essere l’attentatore, ma finora non si hanno certezze. I servizi di soccorso non appena giunti sul posto hanno subito segnalato agli inquirenti come possibili indizi della presenza della bomba a bordo dell’autobus il fatto che i vetri fossero andati in frantumi e volati in tutte le direzioni e che lo scoppio avesse subito dato vita ad un forte fuoco. Poi le indagini degli artificieri della polizia hanno dato la risposta finale.

Dei 21 feriti, trasportati in varie ospedali della città, due sono appunto in gravi condizioni – tra questi una donna -, sei non sono in pericolo di vita e gli altri lievi. Finora non ci sono state rivendicazioni ma Hamas ha lodato, in arabo, via twitter l’attacco di Gerusalemme: “Una naturale reazione – ha scritto – ai crimini sionisti, nello specifico per le uccisioni extragiudiziali e la profanazione della Mosche di Al-Aqsa”. L’attentato di oggi ha fatto ripiombare la città – e Israele – nell’incubo terrorismo, specie quello degli attacchi suicidi che insanguinò Gerusalemme un decennio fa. La situazione – dopo che nelle ultime settimane sembrava essersi allentata – è tornata così di fortissimo allarme, specie in vista delle festività della Pasqua ebraica che comincia il 23 aprile.

Lo stesso Netanyahu nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme denunciando che “al momento ci sono tentativi di rilanciare i disordini e le violenze, specialmente per Pasqua e per il Monte del Tempio”, termine con cui gli ebrei chiamano il complesso della Spianata delle Mosche che sorge proprio sul Muro del Pianto. E l’allarme non c’è solo a Gerusalemme ma anche al confine sud di Israele, dove l’esercito ha annunciato oggi di aver scoperto e distrutto un altro tunnel di Hamas che collegava Gaza allo Stato ebraico.

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