RIAPRE AL PUBBLICO IL ROSETO DI ROMA ALL’AVENTINO Visibile fino al fino al 19 giugno tutti i giorni, dalle 8:30 alle 19:30, senza pause. L'ingresso è libero e gratuito

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Nel giorno in cui Roma festeggia il suo natale, riapre al pubblico il Roseto Comunale che ospita oltre mille varietà di rose botaniche, antiche e moderne, provenienti da tutto il mondo, dall’estremo oriente al Sud Africa e fino alla Nuova Zelanda e all’America. Sarà visitabile dal 21 aprile fino al 19 giugno tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8:30 alle 19:30, senza pause, con ingresso libero e gratuito. Sarà possibile anche effettuare visite guidate su prenotazione. Il Roseto di Roma si trova in via di Valle Murcia 6, sul colle Aventino.

Ogni anno, nel mese di maggio, il Roseto ospita il Concorso Internazionale Premio Roma, che è riservato alle più belle e nuove varietà di rose. Il giardino, unico al mondo per la sua spettacolare posizione, si adagia sulle pendici dell’Aventino, di fronte ai resti del Palatino, appena sopra il Circo Massimo. Offre una magnifica vista che spazia dai Fori, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario.

Fin dal III secolo a.C., il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, nei suoi Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, i “floralia”, si svolgevano in primavera nel Circo Massimo. Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI secolo, divenne nel 1645 l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo Roseto. L’antico, che si trovava sul colle Oppio, era andato distrutto nella seconda guerra mondiale.

Come ringraziamento alla comunità ebraica, che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all’ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione, e i vialetti che dividono le aiuole nell’area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci simbolo dell’Ebraismo. Il giardino segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Il disegno architettonico vuole mimetizzare la frattura orizzontale, costituita da via di Valle Murcia, che divide il giardino in due parti. Nell’area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne. Nella parte in basso si trovano i settori dove vengono colte le rose partecipanti al “Premio Roma” e la collezione delle rose che, dal 1933 hanno vinto questa prestigiosa manifestazione.

Il Roseto ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde, la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa maleodorante. L’idea di un roseto a Roma si deve all’interessamento della Contessa Mary Gailey Senni, al suo amore per la natura e a una notevole conoscenza botanica. Americana di nascita, si sposò con un conte italiano e rimase a vivere in Italia. Donna dal carattere deciso e caparbio dovette lottare non poco per vedere realizzato il suo progetto.

Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato. La contessa partecipò a tutte le fasi di realizzazione del roseto, e fu anche l’artefice della sua promozione all’estero. L’anno seguente l’apertura, fu istituito il “Premio Roma”, (secondo al mondo per costituzione, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino Parigi) di cui fu la curatrice ed al quale partecipò per molti anni come componente della giuria.

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