USA 2016, NUOVO SONDAGGIO DEL WALL STREET JOURNAL: LA CLINTON A +17 SU SANDERS Ieri l'acceso dibattito tv tra i due candidati democratici

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Il nuovo sondaggio del Wall Street Journal conferma come nel partito democratico l’ex first lady Hillary Clinton sia in vantaggio sul diretto concorrente, il miliardario newyorkese Bernie Sanders, di 17 punti. Dalla rilevazione – pubblicata a pochissime ore dall’ultimo duello tv tra i due candidati prima del voto finale newyorkese di martedì – emerge come l’ex first lady raccolga il 57% delle preferenze dei democratici newyorchesi, contro il 40% del senatore del Vermont.

Il dibattito televisivo tra i due concorrenti democratici alla casa Bianca è stato tra i più accesi degli ultimi anni. Se la Clinton vincesse martedì nella Grande Mela, infatti, potrebbe assicurarsi la candidatura per le presidenziali. Sanders lo sa e, nel dibattito, parte subito all’attacco puntando sul tema a lui più caro: “I milionari non possono comprare le elezioni”. Accusa la Clinton di prendere soldi da Wall Street attraverso i super comitati elettorali, i cosiddetti Super Pac, che hanno raccolto decine di milioni di dollari dalle grandi imprese per finanziare la campagna dell’ex segretario di Stato. Lei si difende citando il suo curriculum di senatrice di New York prima e di capo della diplomazia Usa dopo. Poi accusa l’avversario di travisare la realtà: anche Barack Obama – ricorda – è ricorso ai finanziamenti dei Super Pac, ma poi questo non gli ha impedito di fare la riforma di Wall Street.

Il senatore del Vermont, che ha il sostegno di gran parte del pubblico, assicura che manterrà la promessa di pubblicare le sue denunce dei redditi nelle prossime ore. “Ma non vi eccitate – scherza – si tratta di dichiarazioni molto noiose. Le prepara mia moglie. Non ci sono soldi fatti con discorsi a pagamento, né investimenti importanti. Sfortunatamente resto uno dei senatori più poveri”.

Da parte sua, l’ex segretario di Stato attacca Sanders sul tema delle armi, definendolo “un fedele sostenitore della Nra”, la potente lobby americana delle armi da fuoco, per aver respinto più volte la legge che aumenterebbe le responsabilità anche dei produttori e dei rivenditori: “Parli tanto dell’avidità e della sconsideratezza di Wall Street. Ma che dici dell’avidità e della sconsideratezza di molti produttori e rivenditori di armi?”. I due democratici si ritrovano d’accordo solo sul fatto che gli alleati europei dovrebbero contribuire di più alle spese per la sicurezza all’interno della Nato.

Mentre a Brooklyn i due repubblicani si infiammano, a Manhattan scende in strada il popolo anti-Trump, che si ritrova davanti all’albergo dove si svolge un gala con i candidati repubblicani. Alla fine si contano una decina di arresti. Trump, intanto, intasca anche l’appoggio di uno dei due più popolari tabloid della Grande Mela, il New York Post, che lo definisce come “il candidato che meglio incarna i valori newyorchesi, offrendo speranze a tutti gli americani che giustamente si sentono ingannati dalla classe politica”.

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