LIBIA, TRIPOLI CONTESTA LA VISITA DI GENTILONI: “ATTO ILLEGALE” Khalifa al-Ghwell, premier del parlamento islamista, a La Stampa: "Violata la sovranità del nostro governo"

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Khalifa al-Ghwell

“Quello compiuto dal ministro degli Esteri italiano” Paolo Gentiloni “è un atto di illegalità che viola la sovranità libica garantita dall’unico esecutivo legittimo. Il nostro”. E’ quanto detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, da Khalifa al-Ghwell, primo ministro del governo islamista di Tripoli, non riconosciuto dalla comunità internazionale.

“Non è stato affatto piacevole quello che ha fatto (martedì scorso) il governo italiano, soprattutto alla luce dei buoni rapporti che l’Italia e la Libia hanno avuto per molti anni. Non è tollerabile”, ha spiegato l’ex ingegnere. “A comandare è il popolo libico, la cui espressione è il Parlamento di Tripoli che ci ha conferito il mandato di governo. Noi abbiamo il controllo dell’80% del territorio. Se poi arriva uno qualsiasi e pretende di comandare perché sponsorizzato da Europa o Onu non ci interessa, noi facciamo gli interessi del popolo libico, a loro rispondiamo”, ha insistito il premier del governo islamico.

Ghwell ha biasimato apertamente il viaggio lampo di Gentiloni a Tripoli, fatto allo scopo di consegnare aiuti umanitari e per confermare il sostegno all’esecutivo di Fayaz al Sarraj, Primo ministro della Libia dal 12 marzo 2016: “Quello compiuto dal vostro ministro degli Esteri è un atto di illegalità, il governo italiano ha violato le nostre leggi”. E se anche altre nazioni dovessero seguire l’esempio dell’Italia, la valutazione non cambierebbe: “Non sarebbe tollerabile, faremmo una denuncia all’Onu perché si tratterebbe di una violazione allo stato di diritto libico e siamo pronti a opporci con tutta la nostra forza”, ha concluso Ghwell.

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