Giustizia, il costo dell’inefficienza

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de renzis

I difetti, le anomalie e le inefficienze di un paese divengono, tutte insieme, la causa dei suoi ritardi ed in tale quadro la giustizia ha un suo peso specifico. Il mal funzionamento del sistema giustizia può comportare pesanti effetti nella crescita sociale, culturale ed economica dello Stato poiché la giustizia costituisce un prezioso bagaglio di valori nella società civile ed evoluta.

Il legislatore, negli ultimi anni, ha privilegiato scelte di fondo che optano per una definizione rapida dei procedimenti, anche mediante il ricorso a procedimenti di tipo sommario ed a strumenti di motivazione succinta. Tali modifiche legislative invero appaiono necessitate dalle indicazioni dell’ordinamento comunitario, dai vincoli di bilancio e dalla necessità di recupero di competitività delle imprese che passa anche per una significativa abbreviazione dei tempi processuali. Il Quadro di valutazione UE della giustizia datato marzo 2014 ed intitolato “Verso sistemi giudiziari più efficienti nell’Unione” è tutto imperniato sul contenzioso civile, amministrativo e commerciale.

In tale documento sono individuati degli indici che in qualche modo sono come un termometro che misura lo stato febbrile della giustizia civile:

l’efficienza parametrata sulla durata dei procedimenti;

la qualità parametrata sulla formazione, sulla valutazione delle attività dei tribunali, sulla disponibilità ad impiegare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

l’esistenza di metodi alternativi di risoluzione delle controversie;

l’indipendenza.

L’inefficienza della giustizia pesa sulle spalle dei cittadini, sulle piccole e medie imprese e genera danni sia in ambito sociale che individuale.
In questo senso, merita di essere ricordato che la giustizia dilazionata è giustizia negata secondo l’icastico ammonimento del celebre filoso e giurista inglese Jeremy Bentham, il quale, già nella prima metà dell’ottocento, aveva messo in guardia gli ordinamenti statuali dalle lungaggini procedurali .

Un sistema di giustizia efficiente genera benefici anche per il sistema economico, che, da processi rapidi, trae ragione di sviluppo e di maggiori investimenti. Il problema principale della giustizia italiana è il consistente stock di arretrato (pare cinque milioni di processi civili pendenti) tanto che anche il giudice maggiormente motivato dallo spirito di servizio si sentirà schiacciato dal peso dell’arretrato e sarà costretto ad ereditare, senza sua colpa, il pesante e stressante fardello ogniqualvolta subentri in un ruolo civile.

Tale magistrato, per quanto preparato e diligente, sarà portato inevitabilmente ad assumere un atteggiamento di resa burocratica di fronte alla enorme massa dei processi e sarà costretto a far transitare da un’udienza all’altra i procedimenti e, quasi per intrinseca necessità, sarà costretto a reimpostare il suo ruolo, talvolta aderendo alle richieste di rinvio provenienti dai difensori.

Il legislatore, nel tentativo di escogitare utili rimedi, ha introdotto politiche volte a ridurre i tassi di litigiosità, incrementando la cultura della mediazione (reintrodotta con il decreto del fare decreto legge 21 giugno 2013 n. 69).

La cultura della mediazione, ove innestata in modo proficuo nel nostro sistema giuridico, potrà ridurre il tasso di litigiosità che attualmente in Italia è il triplo di quello riscontrato in Germania e il doppio rispetto a Francia e Spagna.

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1 COMMENT

  1. Tornare alle Piccile Comunità. Tornare alle Responsabilità delle Comunità. Uscire dalle logiche dello Stato per rientrare nell’Ordine del Popolo.
    Tribunali Cittadini, Istituti Circondariali Cittadini, Giustizia di Comunità Cittadina.
    Tornare alle Comunità.

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