UCCISE UNA RAGAZZA IN METRO’: E’ POLEMICA PER LA SEMILIBERTA’ A DOINA MATEI La giovane romena, condannata per omicidio preterintenzionale, di giorno lavora in una cooperativa di Venezia

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doina matei

E’ polemica a Roma per il regime di semilibertà concesso a Doina Matei, la romena condannata nel 2007 a 16 anni per aver ucciso la giovane Vanessa Russo con un colpo d’ombrello in metropolitana. Il Messaggero ha pubblicato alcune foto della detenuta che di giorno lavora in una cooperativa a Venezia e la sera rientra in carcere.

Era il 26 aprile 2007 quando Doina incrociò nel tunnel della stazione metro Termini la sua vittima. Avvertì una spinta e per tutta risposta brandì l’ombrello contro la ragazza romana colpendola in un occhio e scappando via. Fu arrestata qualche giorno dopo. Al processo si è sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere. In un racconto Doina scrisse che “quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte: la prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa”.

“In questo caso il sistema carcerario ha funzionato bene ed ha riportato la pena a livelli accettabili e proporzionati all’omicidio preterintenzionale e anche calibrandolo sulla figura di Doina Matei e sul suo vissuto”, ha detto l’avvocato Nino Marazzita, difensore della ragazza. “Quando il fatto avvenne – conclude il penalista – la mia assistita aveva appena compiuto 18 anni ed aveva un vissuto difficile alle spalle con due figli. La donna ha scontato la sua pena ed ora ha il diritto di reinserirsi nella società”.

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