FILIPPINE, SCONTRI TRA ESERCITO E RIBELLI: MORTI 13 MILITANTI DEL GRUPPO ISLAMICO ABU SAYYAF Il gruppo, in passato considerato legato ad Al Qaeda, è uno dei movimenti islamici presente nel sud del Paese

715
abu sayyaf

E’ di 13 militanti del gruppo islamico Abu Sayyaf  il bilancio dell’offensiva lanciata nei giorni scorsi dall’esercito del Paese. L’operazione ha avuto inizio dopo che i ribelli avevano ucciso 18 soldati, lo scorso sabato. Si tratta della perdita di uomini più grande che l’esercito regolare ha registrato dall’inizio del 2016. Lo ha annunciato oggi l’esercito di Manila, aggiungendo che uno dei comandanti dei militanti è stato ferito negli scontri.

Secondo il maggiore Filemon Tan, nella prolungata battaglia avvenuta sull’isola di Basilan (estremo sud-ovest dell’arcipelago), oltre ai cinque ribelli uccisi sabato, quattro dei feriti sono morti nelle ore successive, e altri quattro sono stati uccisi in nuovi scontri avvenuti ieri. Tan ha annunciato che le operazioni militari sono ancora in corso, e che “non ci sarà una pausa”. Il comandante ferito – alla testa e in modo grave – è Puruji Indama, in passato collegato a diversi attentati esplosivi e rapimenti. Proprio venerdì sera, l’ex missionario italiano Rolando Del Torchio era stato liberato da Abu Sayyaf dopo otto mesi di sequestro sulla vicina isola di Sulu.

Il gruppo, in passato considerato legato ad Al Qaeda, è uno dei movimenti islamici presente nel sud delle Filippine. Al contrario di altri motivati da un’ideologia secessionista, il gruppo è visto ormai come un’impresa criminale che si finanzia con estorsioni e sequestri di persona. Nelle sue mani ci sono ancora oltre 10 ostaggi stranieri.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS