PANAMA PAPERS, CAMERON AI COMUNI: “PRESTO UN’AZIONE VIGOROSA CONTRO L’EVASIONE” Per Jeremy Corbyn, leader dell'opposizione, l'intervento del premier a Westmister non è stato altro che un "capolavoro nell'arte della diversione"

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Una “vigorosa azione” del governo contro l’evasione fiscale. E’ quanto ha promesso il premier David Cameron intervenendo alla Camera dei Comuni per la prima volta dopo lo scandalo dei Panama Papers. In realtà, l’intervento nell’aula di Westmister doveva servire per presentare le iniziative del governo contro le frodi fiscali – fra queste anche una legge per punire penalmente chi facilita l’evasione e un accordo per una maggiore trasparenza con alcuni territori d’oltremare britannici che operano come paradisi offshore – ma Cameron ha colto l’occasione anche per difendersi.

Il primo ministro di sua Maestà ha infatti parlato anche delle accuse che sono state rivolte al padre, Ian Cameron, definendole “offensive e false”, ed ha colto l’occasione anche per ribadire che le sue quote del fondo Blairmore erano state vendute prima che lui fosse nominato premier. “Non ha precedenti, ma è stata necessaria”, ha aggiunto Cameron riferendosi alla pubblicazione delle sua dichiarazioni dei redditi. Inoltre il premier ha chiesto che anche gli aspiranti primi ministri e i cancellieri dello Scacchiere facciano lo stesso. Musica diversa per gli altri deputati, già che per loro esiste già un efficiente sistema di controllo.

Di parere Jeremy Corbyn, il leader dei laburisti, che alla Camera dei Comuni ha ribadito come Cameron non abbia chiarito sufficientemente gli interrogativi sulle sue finanze, ma anzi ha sottolineato come il premier fatto un intervento che è un “capolavoro nell’arte della diversione”. Per Corbyn, Cameron non “capisce quanto la gente sia arrabbiata in Gran Bretagna”. Il leader laburista ha poi sottolineato come il Paese sia passato “attraverso sei anni di schiacciante austerity”, rimarcando che molto probabilmente non sarebbe stato necessario “spennare il Paese se i super ricchi non avessero rifiutato di pagare le loro tasse”.

 

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