STRASBURGO NE SPARA UN’ALTRA: “IN ITALIA ABORTO TROPPO DIFFICILE” Il Consiglio d'Europa accoglie il ricorso della Cgil. "Discriminati i medici che non fanno obiezione di coscienza"

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Dopo le unioni omosessuali il Consiglio d’Europa entra a gamba tesa su un altro tema sensibile: l’aborto. Secondo l’organismo con sede a Strasburgo in Italia le donne incontrano “notevoli difficoltà” nell’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, nonostante quanto previsto dalla legge 194. Il parere è stato fornito a seguito di un ricorso presentato dalla Cgil. Roma inoltre, ha proseguito il Consiglio d’Europa, non discrimina gli obiettori di coscienza, bensì i medici che non scelgono questa opzione i quali sarebbero “vittime di diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti”.

Secondo il comitato dei diritti sociali del Consiglio d’Europa “la Cgil ha fornito un ampio numero di prove che dimostrano come il personale medico non obiettore affronti svantaggi diretti e indiretti, in termini di carico di lavoro, distribuzione degli incarichi, opportunità di carriera”. Lo stesso comitato ha osservato che il governo “non ha fornito virtualmente nessuna prova che contraddica quanto sostenuto dal sindacato e non ha dimostrato che la discriminazione non sia diffusa”.

A rendere problematico l’accesso all’aborto, secondo Strasburgo, sarebbero, tra l’altro, la diminuzione sul territorio nazionale del numero di strutture dove si può praticare l’ivg e la mancata sostituzione del personale medico che garantisce il servizio quando un’operatore è malato, in vacanza o va in pensione.

Il comitato ha rilevato che le strutture sanitarie “non hanno ancora adottato le misure necessarie per rimediare alle carenze nel servizio causate dal personale che invoca il diritto all’obiezione di coscienza, o hanno adottato misure inadeguate”.

“I pronunciamenti del Consiglio d’Europa sono ridicoli – ha commentato la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – si occupano solo di questioni ideologiche, come del resto fa anche la Cgil. In Italia non è troppo difficile abortire: è difficile avere un bambino, anche grazie alle politiche delle istituzioni europee che hanno affamato le famiglie italiane per rimpinguare le casse delle grandi banche e delle lobby che le governano. Cominciamo a destinare al sostegno alla maternità i fondi europei, poi vedremo quante saranno le donne che vorranno abortire”.

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