BERGOGLIO: “IL CUORE CHIUSO ALLA VERITA’ DI DIO PORTA ALLA MENZOGNA E ALLA MORTE” Il Pontefice commenta la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli sul martirio di Santo Stefano

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Al centro dell’omelia odierna di Papa Francesco, durante la Messa nella Cappellina di Casa Santa Marta, la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli sul martirio di Santo Stefano, primo martire della storia cristiana. Nel testo, i dottori della legge accusano il giovane con calunnie perché non riescono “a resistere alla sapienza e allo spirito” con cui parla e istigano falsi testimoni per dire di averlo sentito “pronunciare parole blasfeme contro Mosè, contro Dio”.

“Il cuore chiuso alla verità di Dio – osserva il Papa – è aggrappato soltanto alla verità della legge, anzi – precisa – più che della legge, della lettera, e non trova altra uscita che la menzogna, il falso testimone e la morte”. Gesù li aveva già rimproverati per questo atteggiamento, perché “i loro padri avevano ucciso i profeti” e loro, adesso, costruiscono monumenti a quei profeti. E la risposta dei “dottori della lettera” è “cinica” più che “ipocrita”: “Se noi fossimo stati al tempo dei nostri padri, non avremmo fatto lo stesso”. E “così – spiega il Papa – si lavano le mani e davanti a se stessi si giudicano puri. Ma il cuore è chiuso alla Parola di Dio, è chiuso alla verità, è chiuso al messaggero di Dio che porta la profezia, per far andare avanti il popolo di Dio”.

“Mi fa male quando leggo quel passo piccolo del Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice ‘Ho peccato’ e vuol dare… e dà le monete. ‘Che ci importa! – dicono loro, così – Te la vedrai tu!’. Un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare. ‘Te la vedrai tu’. E andò ad impiccarsi. E cosa fanno loro, quando Giuda se ne va ad impiccarsi? Parlano e dicono ‘Ma, povero uomo’? No! Subito le monete: ‘Queste monete sono a prezzo di sangue, non possono entrare nel tempio’ … la regola tale, tale, tale, tale… I dottori della lettera!”.

“Non importa a loro la vita di una persona – prosegue il Pontefice – non gli importa il pentimento di Giuda: il Vangelo dice che è tornato pentito. Soltanto gli importa il loro schema di leggi e tante parole e tante cose che hanno costruito. E questa è la durezza del loro cuore, la stoltezza del cuore di questa gente, che siccome non poteva resistere alla verità di Stefano va a cercare testimonianze, testimoni falsi, per giudicarlo”.

Stefano – afferma il Papa – finisce come tutti i profeti, finisce come Gesù. E questo si ripete nella storia della Chiesa: “La storia ci parla di tanta gente che venne uccisa, giudicata, seppur era innocente: giudicata con la Parola di Dio, contro la Parola di Dio. Pensiamo alla caccia delle streghe o a Santa Giovanna d’Arco, a tanti altri che vennero bruciati, condannati, perché non si aggiustarono, secondo i giudici, alla Parola di Dio. E’ il modello di Gesù che, per essere fedele e avere obbedito alla Parola del Padre, finisce sulla croce. Con quanta tenerezza Gesù dice ai discepoli di Emmaus: ‘Oh stolti e tardi di cuore’”.

In conclusione, Francesco rivolge la consueta preghiera per la conversione di tutti i fedeli: “Chiediamo oggi al Signore che con la stessa tenerezza guardi le piccole o grandi stoltezze del nostro cuore, ci accarezzi, e ci dica ‘Oh stolto e tardo di cuore” e incominci a spiegarci le cose”.

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