MIGRANTI, LA DENUNCIA DI AMNESTY: “A LESBO E CHIO CONDIZIONI AGGHIACCIANTI” Secondo la Ong molti dei rifugiati vivono in costante "incertezza e angoscia" di quella che sarà la loro sorte, soprattutto dopo l'accordo tra Ue e Turchia

563

Sono migliaia i rifugiati, costretti a vivere in “condizioni agghiaccianti, uniti alla crescente incertezza e angoscia” di quella che sarà la loro sorte  soprattutto dopo l’accordo tra l’Unione europea e la Turchia. E’ la denuncia che ha fatto l’associazione non governativa Amnesty International, dopo una visita in due centri sulle isole elleniche di Lesbo e Chio, dove al momento, si trovano 4.200 profughi, che sono per la maggior parte arrivati in Grecia dopo il 20 marzo, giorno dell’entrata in vigore dell’accordo. Gli operatori di Amnesty International nella loro visita hanno incontrato 89 rifugiati, e molti di loro erano in “condizioni di particolare vulnerabilità”. Tra di loro donne incinte, bambini e neonati, persone con disabilità, traumi e malattie gravi.

“Sulle rive dell’Europa, i rifugiati sono intrappolati senza luce alla fine del tunnel. Un piano così pieno di difetti, precipitoso e male impostato che è maturo per una serie di errori, calpesta i diritti e il benessere delle persone fra le più vulnerabili”, ha dichiarato Gauri van Gulik, vicedirettrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. “Queste persone – ha proseguito- non hanno praticamente alcun accesso all’assistenza legale. Quello ai servizi è scarso così come sono carenti le informazioni su quale potrà essere il loro destino. La disperazione è palpabile”.

Nel centro di Moria, a Lesbo, strettamente sorvegliato da polizia ed esercito, si trovano circa 3.150 persone isolate dal mondo esterno da numerose barriere di filo spinato. Nel centro Vial di Chio, al termine di duri scontri tra diverse comunita’ nazionali di rifugiati avvenuti il primo aprile, 400 persone sono scappate e ora dormono in mezzo alla strada nella zona del porto. Al termine della visita Amnesty ha sollecitato le autorita’ greche e l’Unione europea a “sospendere immediatamente i respingimenti di massa in Turchia fino a quando non saranno in vigore garanzie”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS