REGINA COELI, BERGOGLIO: “LA PRESENZA DEL RISORTO TRASFORMA OGNI COSA” Papa Francesco: "Il grande annuncio della Risurrezione infonde nei cuori dei credenti un’intima gioia e una speranza invincibile"

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“La presenza di Gesù risorto trasforma ogni cosa: il buio è vinto dalla luce, il lavoro inutile diventa nuovamente fruttuoso e promettente, il senso di stanchezza e di abbandono lascia il posto a un nuovo slancio e alla certezza che Lui è con noi”. E’ il cuore della riflessione che Papa Francesco propone nella III Domenica di Pasqua, affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico per la preghiera mariana del Regina Coeli.

Il Vangelo odierno narra la terza apparizione di Gesù risorto ai discepoli, sulla riva del lago di Galilea, con la descrizione della pesca miracolosa. “Il racconto è collocato nella cornice della vita quotidiana dei discepoli – dice Bergoglio -, tornati alla loro terra e al loro lavoro di pescatori, dopo i giorni sconvolgenti della passione, morte e risurrezione del Signore. Era difficile per loro comprendere ciò che era avvenuto”. Ed proprio quando tutto sembrava finito, “è ancora Gesù a ‘cercare’ nuovamente i suoi discepoli. Questa volta li incontra presso il lago, dove loro hanno passato la notte sulle barche senza pescare nulla”. Francesco fa notare come le reti vuote appaiano, in un certo senso, “come il bilancio della loro esperienza con Gesù: lo avevano conosciuto, avevano lasciato tutto per seguirlo, pieni di speranza… e adesso?”

Quand’ecco che all’alba “Gesù si presenta sulla riva del lago”. Gli apostoli, tuttavia, non lo riconoscono. “A quei pescatori, stanchi e delusi, il Signore dice: ‘Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete’. I discepoli si fidarono di Gesù e il risultato fu una pesca incredibilmente abbondante”. Ed qui che si manifesta la fede dei discepoli. “Giovanni si rivolge a Pietro e dice: ‘È il Signore!’. E subito Pietro si tuffa in acqua e nuota verso la riva, verso Gesù”. In quella esclamazione, “E’ il Signore!”, “c’è tutto l’entusiasmo della fede pasquale, piena di gioia e di stupore, che contrasta fortemente con lo smarrimento, lo sconforto, il senso di impotenza che si erano accumulati nell’animo dei discepoli. La presenza di Gesù risorto trasforma ogni cosa: il buio è vinto dalla luce, il lavoro inutile diventa nuovamente fruttuoso e promettente, il senso di stanchezza e di abbandono lascia il posto a un nuovo slancio e alla certezza che Lui è con noi”.

Da quel momento, “questi stessi sentimenti animano la Chiesa, la Comunità del Risorto. Se a uno sguardo superficiale può sembrare a volte che le tenebre del male e la fatica del vivere quotidiano abbiano il sopravvento, la Chiesa sa con certezza che su quanti seguono il Signore Gesù risplende ormai intramontabile la luce della Pasqua”. L’annuncio della Risurrezione “infonde nei cuori dei credenti un’intima gioia e una speranza invincibile. Cristo è veramente risorto! Anche oggi la Chiesa continua a far risuonare questo annuncio festoso: la gioia e la speranza continuano a scorrere nei cuori, nei volti, nei gesti, nelle parole”. Tutti i cristiani sono chiamati, ricorda il Papa, “a comunicare questo messaggio di risurrezione a quanti incontriamo, specialmente a chi soffre, a chi è solo, a chi si trova in condizioni precarie, agli ammalati, agli emarginati. A tutti facciamo arrivare un raggio della luce di Cristo risorto, un segno della sua misericordiosa potenza”.

Poi, una preghiera: “Il Signore, rinnovi anche in noi la fede pasquale. Ci renda sempre più consapevoli della nostra missione al servizio del Vangelo e dei fratelli; ci riempia del suo Santo Spirito perché, sostenuti dall’intercessione di Maria, con tutta la Chiesa possiamo proclamare la grandezza del suo amore e la ricchezza della sua misericordia”. Dopo la preghiera del Regina Coeli, “nella speranza donataci da Cristo risorto”, Bergoglio rinnova il suo appello “per la liberazione di tutte le persone sequestrate in zone di conflitto armato; in particolare desidero ricordare il sacerdote salesiano Tom Uzhunnalil, rapito ad Aden nello Yemen il 4 marzo scorso”.

Nel giorno in cui in Italia si celebra la Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che quest’anno ha per tema “Nell’Italia di domani io ci sarò”, il Papa auspica “che questa grande Università, che continua a rendere un importante servizio alla gioventù italiana, possa proseguire con rinnovato impegno la sua missione formativa, aggiornandola sempre più alle esigenze odierne”. Rivolge poi un caloroso saluto a tutti i partecipanti della Maratona di Roma, e ringrazia “per la loro presenza i cori parrocchiali, alcuni dei quali hanno prestato servizio in questi giorni nella basilica di San Pietro”. Poi, il saluto finale: “A tutti auguro una buona domenica e, per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”.

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