RIENTRATO L’AMBASCIATORE ITALIANO AL CAIRO, NUOVA ROGATORIA DEI PM

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Aumenta la tensione tra Italia ed Egitto dopo la decisione del Ministro Gentiloni di richiamare in patria, per consultazioni, l’ambasciatore ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari. Partito dal Cairo è rientrato in Italia. Fonti dello scalo della capitale egiziana – si apprende oggi – lo hanno visto passare i normali controlli di sicurezza. Massari, che è stato salutato da un funzionario dell’ambasciata, non ha rilasciato dichiarazioni.

Il richiamo dell’ambasciatore italiano al Cairo è stato solo il primo passo dopo il fallimento del vertice, svoltosi a Roma, tra gli investigatori egiziani ed italiani, ha reso noto il titolare della Farnesina Gentiloni, che è pronto a prendere nuove misure nei prossimi giorni. Da parte sua, dopo 24 ore di attesa, il Ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha espresso la propria “irritazione” in una telefonata con Gentiloni “per l’orientamento politico che l’Italia comincia a prendere nel trattare il dossier”.

Per Il Cairo, la decisione di convocare l’ambasciatore è in contrasto con la collaborazione auspicata nell’inchiesta sulla morte del giovane Regeni. A chiarire la linea di fermezza del governo italiano sul caso, che sta incrinando i rapporti diplomatici tra Roma e Il Cairo, era stato in proprio Gentiloni che, da Tokyo, aveva avvertito: “Ricordo sempre gli aggettivi che ho usato in Parlamento e cioè che adotteremo misure immediate e proporzionali. Questo ci siamo impegnati a fare e questo faremo”. In particolare, aveva detto, sugli altri passi da compiere “lavoreremo nei prossimi giorni”.

Con il diplomatico si valuteranno le misure più opportune per sbloccare una situazione che il governo non vuole diventi un caso simile a quello dei marò. Le diplomazie sono al lavoro per ritrovare la strada del dialogo, malgrado il braccio di ferro tra i magistrati sui tabulati telefonici chiesti dagli italiani e negati dagli egiziani (“è una questione di diritti umani”, ha fatto scrivere il Ministero degli Esteri egiziano in un comunicato diffuso nella notte), si sta cercando di evitare di bruciarsi tutti i ponti alle spalle. Dalla stampa egizia trapela che nonostante l’irritazione, Il Cairo esclude, per il momento, di richiamare a sua volta l’ambasciatore a Roma, proprio per evitare pericolose escalation.

Il Bel Paese sta lavorando per coinvolgere sempre più anche l’Europa, così da aumentare la pressione nei confronti del Cairo. Domani Gentiloni incontrerà a Hiroshima, a margine del G7 dei Ministri degli Esteri, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea, Federica Mogherini. “Per parlare del modo migliore per sostenere gli sforzi dell’Italia nel caso Regeni”, hanno rivelato fonti vicine alla responsabile Ue, ricordando come la Mogherini, benché la vicenda sia bilaterale, abbia già parlato personalmente ben due volte del dossier con il ministro Shoukry e come la questione venga sollevata ad ogni occasione nei rapporti con l’Egitto a livello di funzionari.

I “nuovi passi” di cui ha parlato il Ministro italiano potrebbero tradursi in misure cautelative per gli italiani che viaggiano in Egitto, iniziando da studenti e ricercatori come Giulio Regeni, e in uno stop degli scambi culturali. Ad un livello successivo si potrebbe posizionare una sorta di “sconsiglio” da parte della Farnesina ad andare in Egitto, dichiarandolo Paese “non sicuro”, mossa che colpirebbe in maniera pesante il già disastrato business del turismo. A livello politico, si potrebbe optare per il congelamento delle relazioni, (missioni e consultazioni delegate a sottosegretari o funzionari, non più a ministri) e, ovviamente, il congelamento dei vertici intergovernativi annuali.

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