I NUOVI GHETTI La gente che vive a Las Casuarinas paga 100 dollari al mese per la sicurezza

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Ci sono storie che arrivano dalle periferie del mondo, come le ha chiamate Papa Francesco, che sembrano proiettare l’umanità in un tempo antico, buio e discriminante. Invece siamo nel Terzo Millennio, e ancora oggi c’è una separazione netta tra ricchi e poveri. Non stiamo parlando di un concetto astratto, ma di un vero e proprio filo spinato che separa gli “appestati” dal resto della società. Un ennesimo muro, alto tre metri, nel bel mezzo di Lima, metropoli moderna capitale del Perù.

In molti lo chiamano “il muro della vergogna”, ma l’assurdità è che per chi lo vive in loco è un sistema di sicurezza come un altro, e non viene percepito come una folle separazione forzata tra esseri umani. Eppure stiamo parlando di cemento sormontato da filo spinato, una “diga” che divide il quartiere ricco di Las Casuarinas da quello povero di Pamplona Alta. Il muro – racconta il blog Radio Bullets – è stato costruito a partire dagli anni ’80, nell’epoca del terrorismo e dell’avanzata delle invasioni in Perù, ma l’ultimo tratto è stato terminato solo quattro anni fa.

La gente che vive a Las Casuarinas paga 100 dollari al mese per la sicurezza e in questo modo si sente protetta; gli abitanti sono convinti di poter così passeggiare e dormire in pace; difendono il proprio diritto ad avere una proprietà privata e non pensano ci sia nulla di male. Le persone che lavorano “a servizio” nelle case di Las Casuarinas spesso provengono da Pamplona Alta, il quartiere al di là del muro. Non si sognerebbero mai di andare a rubare nelle case dei ricchi e secondo il loro punto di vista la barriera sarebbe stata costruito solo per non far vedere le baracche in cui sono costretti a vivere. In sostanza, più che la paura reale di furti sarebbe il fastidio di osservare la povertà a disturbare. Uno schiaffo alla dignità,tra i tanti ghetti del mondo.

Las Casuarinas è stato creato negli anni Cinquanta su una proprietà privata del monte San Francisco, nel distretto di Surco. Le case qui possono costare fino a 5 milioni di dollari e chi vi abita gode di una vista privilegiata di tutta la capitale. Dall’altro lato c’è Pamplona Alta, nel distretto di San Juan de Miraflores, dove si sviluppano agglomerati di case costruite senza pianificazione né progetti, che non godono del privilegio di avere la luce e l’acqua in casa e che solitamente sono abitate da giovani. Da questa parte una casa costruita con legno e plastica può costare meno di 300 dollari.

Paradossalmente per le famiglie povere di Pamplona Alta, ma vale anche per i meno abbienti in generale, il costo della vita è più alto rispetto agli abitanti di Las Casuarinas. L’acqua, per esempio, bene primario per eccellenza. Mentre i ricchi hanno a disposizione l’acqua corrente ed è in abbondanza, tanto da riempire le decine di piscine che ci sono, per gli abitanti della zona povera arriva grazie a dei camion cisterna che la portano fino alle zone più disagiate. In questo modo- racconta ancora Radio Bullets – l’acqua costa anche dieci volte di più rispetto a quella della zona ricca: per esempio, una famiglia può arrivare a spendere 25 dollari al mese per l’approvvigionamento idrico (se abitano nella zona bassa di Pamplona Alta). Chi abita più in alto paga tre volte questo prezzo, perché il camion non riesce ad arrivare fino in cima alla collina e quindi è lavoro extra portare l’acqua fino alla casa.

Papa Francesco tempo fa all’Angelus ha parlato di un altro muro, quello di Berlino, che per tanto tempo ha tagliato in due la città ed è stato simbolo della divisione ideologica e del mondo interno”. Riferendosi poi a tutti gli altri muri del mondo ha pregato affinché “si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo. Dove c’è un muro – ha detto – c’è chiusura di cuore: servono ponti, non muri”. Altro che sicurezza…

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