Vincere la paura con la preghiera

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Le notizie non lasciano nessun dubbio: si stringono attorno alle nostre speranze come un cappio. Le prospettive globali per il mondo sembrano sempre più disperate. Ovviamente possiamo cercare la consolazione nel nostro piccolo ambiente facendo le nostre cose, ma l’ombra copre il cielo sopra di noi. Paura e ansia sono in agguato dietro ogni angolo. Si può vivere così?

Alcuni cercano di controllare la situazione: non leggono le notizie, non guardano la Tv o internet. Chiudono strettamente le porte e le finestre delle loro case provando a creare una piccola stabilità. Tuttavia, quando l’atmosfera avvelenata del mondo, nonostante le misure precauzionali, attraversa queste porte e finestre blindate da noi secondo le nostre possibilità, si devono cercare altri modi per non farsi influenzare: varie attività, divertimento, emozioni forti; proprio per fuggire, per dimenticare.

Niente nuovo. Questo meccanismo funziona già nella società da molti anni. Anche i mass media e i politici si adoperano per metterci a disposizione mezzi che favoriscano questa alienazione. Non ci vuole molto. Stancati dal peso della vita e delle notizie ci basta un po’ di pace, per quanto effimera. E’ sufficiente un attimo di tranquillità e siamo contenti. Possiamo respirare un po’, prima che l’ansia torni, più intensa di prima.

Possiamo scegliere fra tante possibilità di svago, di emozioni. Basta sintonizzarsi sul canale giusto. Il telecomando è a nostra disposizione. Eppure tutto questo dura solo qualche istante. Dopo si dovrà trovare qualcos’altro. Capiamo così che la pace provata non era reale. Era piuttosto un’illusione, una sorta di anestesia.

Però se lo scopriamo, cosa fare? Dobbiamo abbandonare questi mezzi insufficienti ma capaci di darci una sicurezza fragile ma comunque utile? Si può provare a fare un passo in avanti rivolgendosi a metodi antichi e sicuri. Mezzi difficili da usare, che richiedono uno sforzo ma che sono insostituibili. Si tratta di un’attitudine del cuore frutto di una fede rafforzata da una preghiera profonda e perseverante. Sembra una cosa obsoleta. Chi oggi parla della fede e della preghiera con una convinzione forte e innegabile? E quanti ascoltano e prendono sul serio coloro che lo fanno?

Ognuno ha la sue esperienze di preghiera. Ma sono come un vestito della Prima Comunione che tentiamo ostinatamente di indossare, nell’illusione che ci vada ancora bene, anche quando siamo cresciuti. La preghiera deve crescere assieme alla nostra vita, anzi, magari deve andare anche un po’ avanti. Il suo ruolo è quello di offrirci uno spazio tranquillo e sicuro contro le vicende del mondo, per disarmare le nostre paure ed ansie. La preghiera ci connette con il mondo reale, la cui presenza sentiamo e desideriamo, ma che possiamo raggiungere solo attraversando umilmente tutte le sue vicende.

La preghiera ci dà forza, pazienza e perseveranza. Apre i nuovi orizzonti della speranza e del senso. Ci sono tanti mezzi per approfondirla. Forse un po’ esigenti, come la lettura regolare della Bibbia, la partecipazione fedele ai sacramenti, il tempo dedicato a Dio. Ma questo è l’unica via provata che ha consentito all’umanità di uscire da periodi non meno turbolenti di quello di oggi.  Allora, cerchiamo magari di leggere qualcosa sulla preghiera, di iniziare ad imparare nuove forme. Così potremo affrontare la paura, privati di quei mezzi insufficienti ed ingannevoli che, in realtà, la fanno solo aumentare.

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