LAVORO MINORILE, UNICEF: NEL MONDO 150 MILIONI DI BAMBINI SFRUTTATI Lo sfruttamento dei minori è un problema che affligge non solo il Terzo mondo, ma anche le zone periferiche ed emarginate del ricco nord

2186
lavoro minorile

Più di 150 milioni di bambini nel mondo sono costretti a lavorare, sfruttati da adulti che li privano del loro diritto a una buona istruzione, al gioco e alla salute. Questo accade in particolar modo nelle aree più povere del pianeta, luoghi dove la povertà, la fame, le carestie e le guerre “giustificano” tutto, anche l’annientamento della dignità dei più piccoli.

Tutto questo non riguarda più solo il terzo mondo: la piaga del lavoro minorile è arrivata anche nelle aree marginali dei Paesi sviluppati, territori di periferia dove il benessere non arriva e i diritti di tutti, compresi quelli dei bambini, vengono quotidianamente calpestati.

L’Unicef stima che circa 74 milioni di minori svolgono attività lavorative pericolose e dannose per la salute. Il lavoro nelle miniere è uno dei più diffusi, un settore nel quale i bambini sono molto “apprezzati” a causa delle loro dimensioni ridotte, che li rendono adatti a intrufolarsi dove gli adulti non arrivano. Questi piccoli lavoratori, come i loro colleghi “grandi”, utilizzano macchine molto pericolose e inalano sostanze irritanti, spesso cancerogene.

Lo sfruttamento minorile, spesso, accade proprio sotto ai nostri occhi, come nel caso dei piccoli venditori ambulanti, dei mendicanti e dei lustrascarpe che possiamo incontrare nelle città di tutto il mondo. È la piaga della prostituzione minorile, però, il fenomeno che fa più paura: un’emergenza che – sempre secondo l’Unicef – riguarda circa un milione di minori, soprattutto bambine, che diventano vere e proprie schiave a disposizione dei turisti e del tornaconto delle loro famiglie.

Proprio per individuare soluzioni efficaci e di lungo periodo alla problematica del lavoro minorile, l’Unicef ha avviato lo “Understanding Children’s Work”, un progetto di ricerca che ha consentito di analizzare con precisione la realtà del lavoro minorile in diversi Paesi in via di sviluppo, orientando così le strategie finalizzate ad affrontare il problema. Per ora il progetto ha ottenuto pochi, ma importanti, effetti positivi: in America Latina, per esempio, si è registrata una diminuzione del 26% del numero di minori impiegati in lavori pericolosi. Piccoli risultati, se paragonati ai grandi numeri pubblicati dall’Unicef, ma l’obiettivo è raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che prevedono di eliminare le cause primarie dello sfruttamento minorile, la povertà estrema e la fame, e di garantire il raggiungimento dell’istruzione primaria universale.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS