SIRIA, 300 OPERAI DI UN CEMENTIFICIO SEQUESTRATI DAL CALIFFATO Il fatto è avvenuto a nord est di Damasco. Sono dipendenti della società Al Badia

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Almeno 300 operai di una fabbrica di cemento sono stati rapiti dal Daesh vicino Damasco. Il maxi sequestro si è verificato a Dunamir, situata a nord est della capitale siriana, dove il Califfato ha di recente lanciato una vasta offensiva. La società Al Badia, dove lavoravano le vittime, ha informato il ministero dell’Industria di non essere in grado di mettersi in contatto con le persone sequestrate.

Nel frattempo non si ferma l’opera diplomatica dell’Onu per riportare la pace in Siria. L’invitao delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, ha annunciato che i negoziati tra il regime di Assad e le opposizioni riprenderanno a Ginevra il 13 aprile, con due giorni di ritardo rispetto a quanto previsto in un primo momento.

Sempre sul fronte della politica internazionale Vladimir Putin ha spiegato che i raid in Siria delle sue forze aeree hanno consentito, tra le altre cose, di promuovere “lo sviluppo delle relazioni” di Mosca con le potenze occidentali, compresi gli Stati Uniti, nella lotta al terrorismo di matrice islamica.

Sul fronte militare, invece, l’Osservatorio siriano dei diritti umani ha reso noto che i ribelli siriani si sono impossessati del valico principale verso la Turchia utilizzato dai jihadisti dell’Is. “Alcune fazioni ribelli e islamiche hanno preso il controllo del nord-est di al-Rai – ha spiegato Abdel Rahame, direttore dell’organizzazione – si tratta del principale e uno degli ultimi valichi la Turchia”.

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