ILC, AUMENTA L’ANTISEMITISMO E L’ODIO VERSO I CRISTIANI Conclusa la riunione del Comitato Internazionale di Collegamento tra Chiesa ed ebraismo svoltasi a Varsavia

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A conclusione della ventitreesima riunione del Comitato internazionale di collegamento tra Chiesa cattolica ed ebraismo (Ilc – International Catholic-Jewish Liaison Committee), svoltasi a Varsavia in Polonia tra il 4 e il 7 aprile 2016, i rappresentanti delle due religioni monoteiste hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sottolineano l’importanza del momento storico attuale in concomitanza con il 50.mo del documento Conciliare Nostra Aetate e, contemporaneamente, le sfide dei rapporti interreligiosi e interculturali che cattolici ed ebrei devono affrontare in molte parti del mondo.

A presenziare la riunione di Varsavia sono stati il cardinale Kurt Koch, presidente della Commissione della Santa Sede per i Rapporti religiosi con l’ebraismo, e il signor Martin Budd, presidente del Comitato ebraico internazionale per le consultazioni interreligiose. Entrambi hanno concordato sugli ottimi rapporti amicali che le riunioni dell’ILC hanno favorito nel corso degli anni e sul significato simbolico dell’incontro di Varsavia, città temprata dal dolore degli eventi del Secondo conflitto mondiale. Tre i cattolici polacchi che in questa occasione hanno ricevuto il titolo postumo di “Giusti tra le Nazioni” per avere salvato ebrei durante la Shoà.

Il tema conduttore dell’incontro di quest’anno è stato dedicato alla difficile condizione dei rifugiati nel mondo di oggi. “In risposta ai comandamenti religiosi ebraici e cristiani, la conferenza ha trattato l’attuale crisi di rifugiati che tocca gran parte dell’Europa, riconoscendo le tensioni tra l’obbligo di amare lo straniero, con la sua dignità in quanto creato a immagine di Dio da una parte, e dall’altra il riguardo dovuto alla sicurezza e alla preoccupazione per il cambiamento”.

Allo stesso tempo i partecipanti alla riunione dell’Ilc hanno sottolineato il pericolo dell’insorgere e del rafforzarsi di istanze antisemite e anticristiane in diverse parti del mondo, in particolare nel Vicino Oriente e in Africa, e la necessità di rispondere anche con programmi educativi aggiornati. In continuità con il percorso dell’Ilc durante 45 anni dalla sua istituzione, i rappresentanti hanno riaffermato il loro permanente impegno per un dialogo aperto e costruttivo, quale modello di comprensione interreligiosa ed interculturale nel mondo, soprattutto nei confronti delle autorità religiose delle comunità musulmane. Allo stesso tempo i rappresentanti cattolici ed ebrei hanno espresso il loro proposito di collaborare per affrontare i bisogni che affiorano nelle loro comunità dovunque si trovino e per comunicare i loro messaggi spirituali ad un mondo così profondamente bisognoso di trascendenza.

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