SCOPERTO BUCO NERO DA RECORD: MISURA 17 VOLTE LA MASSA DEL SOLE La scoperta è stata fatta da un team di astrofisici dell'Università di Berkeley, California

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buco nero

A 200 milioni di anni luce da noi c’è un buco nero di dimensioni mostruose che misura 17 miliardi di volte la massa del Sole:  la scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Berkeley e la presenza di questo enorme corpo celeste dimostra come simili “mostri cosmici” siano più frequenti di quanto possiamo immaginare.

Fino ad oggi si credeva che formazioni di queste dimensioni fossero individuabili solo nel cuore delle grandi galassie e  in zone dell’universo molto “affollate”, ma la scoperta degli astrofisici californiani smentisce questa ipotesi: l’enorme buco nero è stato avvistato in una zona relativamente deserta, nella galassia NGC 1600, che si trova nella parte di cielo opposta rispetto all’Ammasso della Chioma.

Chung-Pei Ma – coordinatrice della ricerca e responsabile del progetto “Massive Survey”, uno studio delle galassie più massicce e buchi neri supermassicci nell’universo cosiddetto locale -, ha spiegato che potrebbe addirittura trattarsi di un sistema binario, ossia composto da ben due formazioni differenti. “Quando due galassie si fondono – ha spiegato Ma -, i loro buchi neri centrali si stabilizzano nel nucleo della nuova galassia e orbitano uno intorno all’altro. Stelle cadenti vicino al buco nero binario, a seconda della loro velocità e la traiettoria, possono effettivamente rubare moto dalla coppia vorticosa e raccogliere abbastanza velocità per sfuggire dal nucleo della galassia. Questa interazione gravitazionale fa sì che i buchi neri si muovano lentamente avvicinandosi, alla fine fondendosi per formare un buco nero ancora più grande. Il buco nero poi continua a crescere inghiottendo gas incanalato al nucleo da collisioni di galassie”.

Quella appena scoperta, però, non è la formazione più grande finora osservata: il record, infatti, appartiene a un buco nero con una massa di 21 miliardi di Soli, scoperto nel 2011 nell’Ammasso della Chioma, che si è guadagnato un posto d’onore nel Libro dei Guinnes.

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