RIINA JR A “PORTA A PORTA”, I VERTICI RAI CONVOCATI DALL’ANTIMAFIA Viale Mazzini: "Polemiche preventive". Stasera una puntata dedicata alla lotta contro la criminalità organizzata

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riina jr

E’ bufera in Rai dopo la messa in onda della puntata di Porta a Porta in cui Bruno Vespa ha intervistato Salvo Riina, figlio di Totò, l’ex “Capo dei Capi” di Cosa Nostra. La Commissione parlamentare Antimafia ha convocato per oggi alle 16 i vertici di viale Mazzini, ovvero la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, per una audizione urgente sulla vicenda. La Rai ha precisato che “per offrire un ulteriore punto di vista contrapposto a quello offerto dal figlio di Riina Porta a Porta ospiterà inoltre domani sera una puntata dedicata alla lotta contro la criminalità e a chi alle battaglie contro le mafie ha dedicato la propria esistenza anche a costo della vita. Tra gli altri saranno ospiti il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone”.

Secondo Viale Mazzini si tratta di “polemiche preventive” da parte di chi non ha visto l’intervista, che Vespa ha conotto “senza sconti”. Al primo accenno di proteste, emerse martedì sera, i vertici della tv pubblica hanno subito capito che bisognava evitare il bis del polverone seguito all’ospitata dei Casamonica. Per questo il direttore dell’offerta informativa Carlo Verdelli ha voluto esaminare prima l’intervista, dando poi il suo via libera, anche perché era corredata da un dibattito sull’argomento. Dopo un confronto con il direttore di Rai1 Andrea Fabiano, il dg ha deciso quindi di approvare l’idea di una puntata successiva sulla lotta alla mafia per riequilibrare i punti di vista.

Una posizione che però non è piaciuta a molti, nel Pd e non solo, perché accrediterebbe la tesi che “sulla mafia ci sarebbero punti di vista contrapposti che hanno diritto, entrambi, ad essere rappresentati”. Tante e dure le prese di posizione: a partire da quella del presidente del Senato Pietro Grasso che ha annunciato di non voler vedere la trasmissione, passando dal presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, che ha accusato Vespa di “negazionismo della mafia”.

Per non parlare delle proteste di Maria Falcone, sorella del giudice, e Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, o della Fondazione Caponnetto e di Don Ciotti. L’ex segretario Pd, Pierluigi Bersani, ha deciso di disertare la prima parte del programma che lo vedeva ospite, costringendo gli autori della trasmissione ad optare per un approfondimento sul caso Regeni. Proprio dai dem è partito il fuoco di fila contro la trasmissione, ma critiche sono arrivate anche da M5S, Sinistra Italiana, verdiniani. Oltre che dalla Federazione Nazionale della Stampa. A difendere Vespa i centristi, di Ncd e Ap, e Forza Italia, che hanno ricordato agli esponenti del centrosinistra il loro silenzio in occasione delle celebri interviste a Ciancimino jr da parte di Michele Santoro.

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