STRAGE DI MUMBAI, ERGASTOLO PER TRE MILITANTI ISLAMICI Il verdetto è stato emesso da una speciale corte anti terrorismo che una settimana fa aveva ritenuto colpevoli i dieci militanti

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Tre militanti islamici sono stati condannati all’ergastolo da un tribunale indiano, in relazione a tre attentati che si verificarono a Mumbai tra il 2002 e il 2003, nei quali hanno perso la vita 12 persone. Gli imputati appartengono al Movimento Islamico studentesco indiano (Simi), organizzazione clandestina affiliata a gruppi jihadisti pachistani. Altri quattro uomini sono stati condannati a 10 anni di carcere, tra cui il segretario generale del Simi, Ateef Nasir Mulla, mentre altri tre a due anni di prigione.

Il verdetto è stato emesso da una speciale corte anti terrorismo che una settimana fa aveva ritenuto colpevoli i dieci militanti. Tra il dicembre 2002 e marzo 2003, in alcuni popolari ritrovi del centro e su un treno di Mumbai ci furono tre forti esplosioni che uccisero 12 persone e ne ferirono 139.

Un attentato simile si è verificato anche nel 2006, quando sette esplosioni, causate da altrettante bombe confezionate con pentole a pressione, esplosero a bordo dei treni della linea Western Railway. Le deflagrazioni causarono la morte di 190 persone e il fermiento di altre 820. Le indagini della polizia portarono all’incriminazione di 13 pakistani appartenenti al gruppo terroristico Lashkar-e-Taiba, l’Esercito del Bene, e al Movimento Islamico degli Studenti dell’India.

 

 

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