DIO CREA, L’UOMO CANCELLA

2269
  • English
uomo

Il verde smeraldo, il bianco perla, il nero seppia, il rosso corallo. Quell’ecosistema perfetto caratterizzato da colori brillanti non esiste più. La maestosità variopinta della barriera corallina ha lasciato il posto ad una foresta di fossili bianco pallido. In lingua inglese, questo processo fisico-chimico prende il nome di “bleaching”, da “bleach” che significa candeggina. Un termine che rende alla perfezione l’idea. L’uomo ha messo la mano tra gli anemoni e i pesci angelo che sguizzavano nelle insenature del reef per prendere una spugna e “cancellare”, con fare egoistico, la brillantezza del mare. Niente colori, niente vita.

La spugna che ha usato ha un nome ben preciso: Co2. Le scelte fatte dall’uomo negli ultimi 50 anni, hanno fatto si che si sviluppasse in modo straordinario l’industrializzazione. Sono state abbattute foreste, prosciugati fiumi e laghi. Si è sfruttato il pianeta per soddisfare il desiderio di ricchezza di quello stesso uomo che, inconsapevolmente, ha cancellato i colori dei coralli. Il tutto senza pensare alle conseguenze. Il primo allarme venne lanciato nel 2006. Uno studio condotto dai ricercatori Katie Cramer e Jeremy Jackson ha portato alla luce il motivo per il quale le barriera corallina stava andando via via scomparendo.

Può capitare che i coralli, in alcune condizioni di stress, subiscano uno sbiancamento o una decolorazione naturale. Ciò avviene quando la relazione corallo-alga si rompe. Una delle cause è dettata dal riscaldamento globale. L’eccessiva presenza di carbonio atmosferico arriva a farsi strada anche negli oceani. Non solo: la progressiva scomparsa dei reef è dovuta a fenomeni come la deforestazione e la pesca invasiva.

Limo, nutrienti terreni e agenti inquinanti non consentono la crescita dei coralli. La pesca eccessiva ha poi portato alla drastica diminuzione dei pesci che si nutrono di alghe infestanti. Queste, crescendo sulla barriera, vanno a competere per il territorio, ricoprendo i coralli e impedendone l’ulteriore crescita.

Sembrano vani i tentativi della Cop21 di Parigi. I potenti della terra hanno fallito. E per questo gli studiosi lanciano, ancora una volta, l’allarme alle Nazioni Unite: “Inseriamo la barriera corallina nelle specie protette”. Ma al Palazzo di Vetro di New York sembrano tutti sordi. I dati “apocalittici” presentati dagli studiosi fanno impallidire, forse per la prima volta, anche gli esseri umani, oltre ai coralli: più della metà delle barriere del mondo potrebbero scomparire in meno di 25 anni.

Lì dove le autorità civili tacciono, ecco alzarsi la voce di un vescovo, quello di Roma. La battaglia comune dell’umanità per contrastare catastrofici cambiamenti climatici e ambientali è solo all’inizio, e questo documento porta il mondo ad un più vicino punto di svolta: la fine dell’era dei combustibili fossili.

Papa Francesco, mentre le ciminiere delle fabbriche continuano ad innalzare verso il cielo azzurro enormi colonne di fumo nero, nella sua prima enciclica, la “Laudato Sì”, ricorda che l’ambiente è il patrimonio collettivo dell’umanità e la responsabilità della sua cura cade su noi tutti. “La tecnologia basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi” si legge nel documento pontificio. Questo è chiaramente un messaggio diretto a investitori, amministratori delegati e leader politici affinché accelerino la rivoluzione energetica verso fonti pulite. Un appello che si allarga ad ogni singolo abitante del pianeta Terra.

In gioco, non c’è solo la sopravvivenza dei coralli e dell’intero ecosistema oceanico: sono più i poveri a essere maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici, pur avendo contribuito meno di tutti a causare il problema. “L’imperativo morale di combattere l’ingiustizia climatica e sociale” deve essere un monito per ciascuno. In tal modo, il tremendo paradosso che si viene a creare potrebbe scomparire. Solo unendo le forze possiamo incoraggiare i governi a rafforzare la difesa del nostro patrimonio marino. “Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima”, diceva l’artista russo Wassily Kandinsky. Siamo proprio sicuri di voler vivere in un modo in bianco e nero?

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

1 COMMENT

  1. C’è poco da commentare:
    L’uso invasivo di combustibili Fossili sopratutto, per generare energia ha condotto a questo.
    A quando il mea culpa degli strenui difensori dell’uso degli idrocarburi a tutti i costi?
    Non ci sarà state tranquilli. sui pullmann delle linee urbane scrivono: “Gas Naturale, Basso impatto ambientale”
    La parola “metano” è proibita, ricorda che si tratta pur sempre di un idrocarburo la cui combustione rilascia….
    Indovinate cosa!
    Generatori di Energie alternativi esistono, e non solo ventoloni e fotovoltaico o solare termico, ma non li tirano fuori
    Perché?

LEAVE A REPLY