L’ARTE “RESTITUITA” IN MOSTRA A MILANO Nelle gallerie meneghine fino al 17 luglio la XVII edizione di "RestituzionI"

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Le opere d’arte non vanno solo esposte, ma anche tutelate e restaurate per renderle nuovamente fruibili: è questo l’obbiettivo del programma “Restituzioni” che sostiene il restauro delle opere in Italia. Un’attività di cui, dal 1989 a oggi, hanno beneficiato oltre 200 siti archeologici, chiese e musei, con oltre un centinaio di laboratori qualificati interessati e altrettanti studiosi coinvolti nella redazione dei cataloghi. I numeri sono stati resi noti da Intesa Sanpaolo in occasione della XVII edizione intitolata “La bellezza ritrovata. Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto e altri 140 capolavori restaurati” a cura di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti, in programma (per la prima volta) alle Gallerie d’Italia di Milano da oggi al 17 luglio.

“Si tratta delle opere restaurate nel biennio appena trascorso – spiega Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza del Gruppo – che porta a oltre mille il totale delle opere da noi restituite al territorio di appartenenza e alla pubblica fruizione”. Tra le 145 opere sottoposte a restauro, in questa edizione, è possibile ammirare dipinti di Caravaggio, Rubens e Perugino, oltre a manufatti artistici di importanti maestri che ripercorrono la storia dell’arte in oltre trenta secoli. Sono state inserite nel programma anche opere provenienti dai territori in cui hanno sede le banche estere del Gruppo: ad esempio ci sono anche tre manufatti provenienti dalla Slovacchia.

All’interno di “Restituzioni” si trovano quadri e mosaici appartenenti a musei pubblici, privati o ecclesiastici, a siti archeologici e chiese di tutta Italia individuate insieme a consulenti scientifici sulla base di proposte presentate dagli enti ministeriali competenti in materia di tutela. “La scelta delle opere segue un unico criterio – spiegano alle Gallerie – ascoltare le esigenze dei territori per valorizzarne l’identità attraverso interventi che privilegino l’effettiva necessità e urgenza del restauro. L’obiettivo è sempre quello di recuperare oggetti dimenticati o senza possibilità di recupero rappresentativi della varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia in termini cronologici sia in termini di materiali e tecniche: pittura su tavola e tela, affreschi, mosaici, scultura in marmo o pietra, in bronzo, manufatti tessili, oreficeria, etc. Non deve trattarsi solo di capolavori, ma anche di opere che sono vicine a noi e contribuiscono a costruire il vissuto del territorio”.

Infatti, al termine degli interventi di ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte in una mostra organizzata nelle sedi museali di Milano, Vicenza e Napoli, dove il pubblico può apprezzare il risultato del paziente lavoro dei restauratori.

La XVII edizione ha numeri da record: ha sostenuto il restauro di 54 nuclei di opere d’arte, per un totale di 145 singoli manufatti, provenienti da Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto, nonché dalla Repubblica Slovacca. Sono stati coinvolti 36 enti ministeriali preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio nazionale e 46 proprietà. I restauratori impegnati sono stati 60 e altrettanti gli studiosi che hanno contribuito alle schede del catalogo.

Tra le tante opere, si potranno ammirare reperti archeologici come il cosiddetto Cavaliere Marafioti, grande statua in terracotta del V secolo a.C. rinvenuta in pezzi a inizio Novecento nella Locride, appartenente al Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, o il grande mosaico pavimentale del I secolo a.C. proveniente da una domus di Ravenna. E ancora capolavori del Medio Evo, come la famosa Croce di Chiaravalle del Museo del Duomo di Milano. A livello pittorico, saranno presentate al pubblico opere rinascimentali di autori quali Francesco del Cossa, Vittore Crivelli e un’eccezionale Adorazione del Bambino di Lorenzo Lotto nonché la Crocifissione tra la Vergine e san Girolamo, grande pala d’altare del Perugino. Dei secoli successivi vanno citati Il Cristo risorto, uno dei capolavori di Rubens, il Ritratto di Cavaliere di Malta di Caravaggio, le opere di Luca Giordano, Sebastiano Ricci e Francesco Valaperta, per arrivare al primo Novecento, rappresentato da un dipinto del futurista e poi metafisico Carlo Carrà.

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