ARRIVA SMILE, IL NUOVO KIT PER SCOVARE LE CARIE DENTALI La fase sperimentale andrà avanti fino alla fine di quest'anno

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Novità in campo di igiene dentale. È in partenza la fase sperimentale del prototipo “Smile”, un test clinico utile alla diagnosi della carie composto da un biomarcatore basato sull’identificazione della proteina Cd14 contenuta nella saliva umana. Ciò renderà possibile ottenere una diagnosi istantanea della presenza o meno di carie dentali. Il tutto senza tecniche invasive – basterà far prelevare un po’ della propria saliva con un tampone – cancellando così il bisogno di radiografie; meno raggi X per i pazienti e, per ultimo ma non ultimo, il costo contenuto, che andrà a beneficio sia dei professionisti che dei privati.

La carie è una patologia infettiva per la quale, a causa del mutarsi delle condizioni, i batteri presenti nella bocca, normalmente non nocivi, provocano dei danni per l’assenza di un’adeguata igiene orale o nel caso di abbassamento delle difese immunitarie. I batteri riescono a dissolvere la matrice minerale e organica che costituisce il dente, creando lesioni cavitate. Fino ad oggi, il sintomo principale per capire di avere una carie era il dolore, che compare però solo quando il processo è sceso molto in profondità, interessando l’organo pulpare. Ora invece con Smile potrebbe essere sufficiente un test salivare.

Il Kit è un prototipo della Pierrel e della Pierrel Pharma, la divisione che si occupa dello sviluppo e della registrazione di nuovi farmaci e dispositivi medici, che hanno avviato insieme a Smile Biotech la fase di sperimentazione. Il kit sarà distribuito in due importanti studi clinici italiani e provato su circa 200 pazienti, suddivisi per età e per presenza o meno di carie dentali. La fase di sperimentazione andrà avanti almeno fino alla fine di quest’anno; soltanto dopo si procederà alla registrazione e alla produzione industriale, sia in Europa che negli Stati Uniti.

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