WOJTYLA, IL PAPA VENUTO DA LONTANO

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La sera di sabato 2 aprile 2005, moriva Karol Wojtyla. Piazza San Pietro era gremita di gente: pellegrini, credenti, religiosi, turisti, semplici curiosi. Tutti avevano lo sguardo rivolto verso la finestra del Palazzo Apostolico. Pregavano il rosario. Poi, alle 21:37, l’annuncio: “Giovanni Paolo II è tornato alla casa del Padre”.

Sotto l’occhio attento dei media di tutto il mondo, il Papa dai mille appellativi – dei giovani, della famiglia, della Divina Misericordia – lasciava questa terra accompagnato dalle preghiere degli oltre settantamila fedeli presenti in piazza. Il campanone, dopo 26 anni, tornava a battere i rintocchi della “suonata a morto”.

Fino a venerdì 8 aprile, giorno dei suoi funerali, il Papa polacco è stato pianto da una folla di oltre tre milioni di pellegrini, venuti a Roma per omaggiare il Pontefice che ha trainato la Chiesa verso il Terzo Millennio. In Polonia, i cattolici si riunirono nella chiesa di Wadowice, la città in cui Wojtila era nato, nel maggio 1920. La televisione di Stato, a partire da venerdì 1 aprile 2005, cancellò tutte le commedie dal palinsesto e cominciò a trasmettere servizi e speciali sul Papa.

Il mondo, i leader religiosi delle nazioni più potenti si recarono nella Capitale d’Italia per inginocchiarsi e pregare, insieme, davanti alla salma di un uomo, un Papa venuto da molto lontano, che aveva cambiato per sempre la storia. Non solo quella della Chiesa, attuando gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, ma anche quella dell’intero globo.

Tante le celebrazioni e le veglie di preghiera per ricordarlo, ma non solo. Maurizio Riccardi gli dedica una mostra fotografica formata da oltre trenta scatti che ripercorrono la tappe fondamentali di un pontificato ricco di momenti importanti. In Vaticano, Papa Francesco presiederà una veglia di preghiera con tutti quelli che aderiscono alla devozione della “Divina Misericordia”, festa voluta dallo stesso Giovanni Paolo II, e istituita nel 2000.

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