SINDACATI, AL VIA LO SCIOPERO NAZIONALE PER UNA RIFORMA DELLE PENSIONI La Lega ha organizzato una marcia di protesta nel paese natale della ex ministro Fornero

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Cittadini in piazza oggi, per manifestare a favore di una nuova riforma delle pensioni, contro la legge Fornero. “Modificare le pensioni e assicurare il lavoro ai giovani”, è lo slogan che accompagna la mobilitazione nazionale alla quale partecipano Cgil, Cisl e Uil. Presenti tutti i segretari dei Sindacati: Annamaria Furlan, della Cisl, sarà a Roma, in Piazza dei Santi Apostoli; Susanna Camusso, della Cgil, sarà a Venezia, in Campo Santa Margherita; Carmelo Barbagallo, della Uil, sarà a Napoli, in Piazza Matteotti.

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha organizzato una marcia contro la riforma pensionistica che porta la firma di Elsa Maria Fornero, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel governo Monti, dal 2011 al 2013. La marcia si svolge oggi a San Carlo Canavese, in provincia di Torino, nel paese di nascita dell’ex ministro. “La riforma delle pensioni operata da Fornero e votata dal Partito democratico – ha affermato Salvini – ha mandato alla rovina milioni di contribuenti italiani. E l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, non ha fatto nulla per modificarla”.

Lo sciopero nazionale è stato indetto anche alla luce degli ultimi dati pubblicati dall’Inps sulle pensioni: il 63 per cento degli assegni pensionistici sono infatti al di sotto dei 750 euro; vale a dire, ben 11milioni e mezzo di pensionati su un totale di 18milioni e centomila pensioni Inps non raggiungono i mille euro mensili. Ancora più penalizzate le donne: sotto i 750 euro mensili sono il 77,1 per cento delle pensionate, pari a 8milioni di assegni previdenziali. Sono in aumento, invece, le pensioni anticipate: nel 2015, l’incremento è stato del 72,8 per cento, comprendendo anche quelle erogate a favore dei dipendenti del pubblico impiego. In termini assoluti, nel 2015, le pensioni anticipate sono state 219.539, contro le 127.011 relative all’anno precedente. Cifre ancora più allarmanti quelle relative all’età pensionistica: nel 2015, l’età media delle pensione di vecchiaia è stata di 65 anni e sei mesi, cioè 2 anni e 7 mesi in più rispetto al 2010.

Il prossimo appuntamento è il 19 maggio.

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