“IL LIBRO DELLA GIUNGLA 3D”: TORNA NELLE SALE LA STORIA DI MOWGLI Il film uscirà nelle sale il 14 aprile e si prevede già un grande successo di vendite

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libro della giungla

Una megaproduzione da circa 150 milioni di dollari: sta per arrivare nelle sale “Il Libro della Giungla 3D”, il film diretto da Jon Favreau – già regista di “Iron Man” –  realizzato con la collaborazione di The Walt Disney Company Italia.

Il film racconta la storia di Mowgli, un bambino allevato nella giungla da una famiglia di lupi, che viene costretto a partire quando la tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, minaccia di eliminarlo per evitare che diventi un pericolo per il loro mondo. Mowgli intraprende così un viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dalla pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo.

Il team della Disney e i maestri in effetti Cg della Weta e della Mpc, hanno costruito animali “digitali” così realistici da sembrare veri, ma l’unico attore in carne ed ossa è il piccolo Neel Sethi, newyorchese che interpreta Mowgli, selezionato dopo oltre 2000 provini. Le voci originali de “Il Libro della Giungla 3d” sono quelle di grandissimi attori, come Bill Murray (Baloo), Scarlett Joahnsson (il pitone Kaa), Ben Kingsley (Bagheera). Il doppiaggio italiano, invece, vedrà le interpretazioni di Neri Marcorè, Giancarlo Magalli, Giovanna Mezzogiorno, Violante Placido e Toni Servillo.

“Il pezzo finale del puzzle è stato far parlare gli animali senza antropomorfizzarli troppo – ha detto il regista alla stampa americana – abbiamo osservato gli animali e non li abbiamo mai fatti comportare in modi che normalmente non gli sarebbero appartenuti”. Favreau si è ispirato a due recenti capolavori del cinema americano, “Avatar”, con i suo effetti speciali mozzafiato, e Gravity, per il suo realismo e ha creato un film non solo per un pubblico di bambini, ma che sarà apprezzato anche dei più “grandi”.

Proprio partendo da “Avatar”, il regista ha sviluppato la tecnica necessaria per creare i suoi animali: ” abbiamo girato in 3d nativo usando il sistema che Jim Cameron ha contribuito a sviluppare e tutta quella tecnologia che non è realmente stata usata fino ad ora”.

Favreau ha spiegato alla stampa il suo concetto di cinema: quando fai un film, ha detto, ”vuoi comunicare delle emozioni. Non vuoi solo sbalordire con lo spettacolo. Per me, se non torni ai vecchi miti raccontandoli in una maniera nuova, non sei interessante, non stai creando il tipo di storia che mi diverto a realizzare, spendendoci anni di vita”.

 

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