USA 2016, SANDERS: “SE VINCO NEW YORK VINCO LA CASA BIANCA” La Clinton si scaglia contro Trump: "distanza da chi dice di voler risolvere i problemi dell’America costruendo muri”

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“Se vinco a New York, vinco la Casa Bianca”. Lo ha affermato Bernie Sanders, il secondo candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti insieme alla ex first lady Hillary Clinton, in un comizio nel Bronx. Il magnate americano era accompagnato dall’attrice Rosario Dawson, dal regista Spike Lee e dal cantante portoricano Residente. Nelle primarie di New York del 19 aprile, sottolinea Sanders, l’affluenza potrebbe influenzare l’intera campagna perché la città metropolitana – oltre 9 milioni di abitanti – ha in palio 247 delegati.

Ironia della sorte, la Grande Mela è anche la città nativa o adottiva di tre dei protagonisti della corsa alla Casa Bianca: oltre a Sanders e alla Clinton, è newyorkese anche il diretto avversario repubblicano, il miliardario Donald Trump. E proprio contro quest’ultimo, alza il tiro l’unica candidata democratica del gentil sesso che, per la prima volta, lancia uno spot pubblicitario indirizzato direttamente al magnate dai capelli arancioni del Real Estate, guardando a un loro possibile scontro finale per novembre.

Con l’avvicinarsi del voto di New York il 19 aprile, Hillary passa all’attacco e da Harlem (sobborgo nel nord di Manhattan) accusa Trump di essere uno sbruffone intollerante, di essere “l’esatto opposto di quello che New York e l’America rappresentano e sostengono”. Hillary punta sulla diversità della città per prendere le distanze da “chi dice di voler risolvere i problemi dell’America costruendo muri”. Il riferimento al tycoon e al muro con il Messico è evidente. Per l’ex first lady la sfida di New York è importante: deve vincere e vincere alla grande per spazzare via Sanders come possibile contendente nel rush finale alla casa bianca.

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