AGRIGENTO, ARRESTATI 7 FIANCHEGGIATORI DEL SUPER LATITANTE MESSINA DENARO L'operazione dei Ros denominata "Triokola" dal nome antico di Caltabellotta, paese di partenza dell'inchiesta

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Importante blitz dell’antimafia a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, paese neo eletto Borgo più bello d’Italia. I carabinieri del Ros e il Comando provinciale Carabinieri di Agrigento hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette indagati per associazione mafiosa. I fermati, arrestati nell’ambito dell’operazione denominata “Eden 5, Triokola”, sarebbero stati “ufficiali” di collegamento con il latitante Matteo Messina Denaro.

“Triokola” – dal nome antico di Caltabellotta (Ag), paese da dove è partita l’inchiesta – ha portato in carcere Giuseppe Genova, accusato di essere il capo della famiglia di Burgio (Ag), Andrea e Salvatore La Puma, padre e figlio, Gaspare Ciaccio, Vincenzo Buscemi, Massimo Tarantino e Luigi Alberto La Scala. Gli arresti, all’alba, sono stati eseguiti a Sambuca di Sicilia e a Burgio e l’operazione è stata condotta in direzione del mandamento mafioso di Sambuca di Sicilia (Agrigento).

Secondo gli investigatori, la rete di fiancheggiatori avrebbe “bonificato” le campagne della zona per consentire gli incontri di esponenti mafiosi con il presunto boss di Sambuca, Leo Sutera, arrestato nel giugno del 2012 e condannato a 4 anni di reclusione per associazione mafiosa, ritenuto dagli investigatori vicino a Matteo Messina Denaro, soprannominato “U siccu” (“il magro”) a causa della sua costituzione fisica e considerato tra i latitanti più ricercati al mondo.

denaroe dall’aggiunto Maurizio Scalia della direzione distrettuale antimafia di Palermo – hanno consentito di individuare gli assetti di vertice del sodalizio mafioso agrigentino e documentare il ruolo di cerniera svolto nei confronti delle articolazioni di Cosa nostra operanti nella Sicilia occidentale e il collegamento con Matteo Messina Denaro.

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