BRUXELLES: TALPE JIHADISTE A ZAVENTEM PRIMA DELL’ATTENTATO

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Emergono nuovi particolari sull’attentato di Zaventem, principale aeroporto di Bruxelles, dello scorso 23 marzo. Prima di colpire l’Isis avrebbe inviato sul posto “spie” e simpatizzanti che avrebbero fornito informazioni sulle eventuali falle dei sistemi di controllo. Lo sostengono circa 100 responsabili della sicurezza dello scalo, autori di una lettera aperta rivolta ai loro superiori e alle autorità. Nella missiva si denunciano le condizioni di sicurezza dello Zaventem e in particolare si sottolinea il fatto che gran parte dei dipendenti che lavora al centro di smistamento dei bagagli sulle piste dello scalo ha precedenti penali, “spesso per fatti gravi”.

Secondo quanto riporta il sito online di Het Belang Van Limburg, nella lettera si legge inoltre che “alcune persone sospettate di aver combattuto in Siria sono arrivati nell’aeroporto come falsi turisti. Abbiamo segnalato la loro presenza, ma non sappiamo se qualcosa è stato fatto con quelle informazioni”.

A oggi, si legge ancora sul sito del quotidiano belga, ci sarebbero almeno 50 sostenitori dello Stato Islamico che lavorano in aeroporto. “Hanno un badge di sicurezza e hanno accesso alla cabina di comando di un aereo. In passato, il tesserino di alcune persone sospette è stato confiscato, ma, ovviamente, non a tutti. Soprattutto al personale dei duty free, a quello delle pulizie e del servizio bagagli”. Proprio “tra il personale addetto ai bagagli (di Zaventem), ci sono diverse persone che hanno acclamato gli attentati di Parigi”, ha dichiarato Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slpf, su Bel Rtl.

 

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