PAKISTAN, IN MIGLIAIA MANIFESTANO PER L’IMPICCAGIONE DI ASIA BIBI I partecipanti hanno richiesto al Parlamento di Islamabad l'introduzione della Sharia

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Svolta fondamentalista in Pakistan, dove migliaia di manifestanti si sono riuniti davanti al Parlamento di Islamabad – capitale del paese mediorientale – per difendere la legge contro la blasfemia. I partecipanti hanno presentato al parlamento un documento contenente dieci rivendicazioni, fra cui una che reclama di “accelerare l’impiccagione di Asia Bibi” e un’altra che chiede il riconoscimento di “martire” per Mumtaz Qadri, la guardia del corpo che uccise il governatore del Punjab Salman Taseer per aver “osato” criticare la legge sulla blasfemia. Fra le altre richieste, vi è la promessa formale del governo che la legge in questione non venga emendata in modo più mite e la piena introduzione in Pakistan della ‘Sharia’ (la legge islamica).

Asia Naurīn Bibi è una donna cristiana cattolica condannata a morte nel 2010 con l’accusa di aver offeso il profeta musulmano Maometto durante un diverbio con delle donne mussulmane. La madre di famiglia si è difesa assicurando di non aver mai detto nulla, ma di essere stata sempre discriminata a causa della sua fede religiosa. Nonostante non ci fossero prove a suo carico, venne comunque condannata alla pena capitale, secondo i dettami della legge sulla blasfemia. Il caso suscitò proteste da parte di gruppi cristiani e di organizzazioni per la difesa dei diritti umani e portò molti pakistani a chiedere di cancellare o rivedere la legislazione nazionale. Tra questi il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, che per il suo impegno nella revisione delle norme sulla blasfemia venne ucciso il 4 gennaio 2011 a Islamabad da una delle sue guardie del corpo. Due mesi dopo, venne assassinato da estremisti islamici anche il ministro per le Minoranze religiose, il cattolico Shahbaz Bhatti.

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