SENZA GESÙ NON E’ PASQUA

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ALDO BUONAIUTO

E’ una Pasqua diversa e certamente più sommessa quella che ci ritroviamo a vivere oggi. Dagli orrori del terrorismo alle grandi incertezze delle popolazioni sempre più impoverite, dai giovani senza lavoro alle moltitudini di persone emarginate a causa delle tante ingiustizie sociali, la Pasqua di Gesù risorto appare come una fiaccola di speranza accesa nel buio delle tenebre e del caos più esteso. Gesù bussa al nostro cuore ricordando ai cristiani assopiti nella propria fede che il “passaggio” dall’oscurità alla luce, dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà è un evento realizzabile nella quotidianità.

Il peccato, le tenebre non hanno l’ultima parola perché il Risorto entra nelle nostre case e fa comprendere all’uomo che su questa terra non è più solo: ha un futuro, delle radici profonde, non è frutto del caso, ma è tempio e comunione con Dio Amore. La pace promessa dal Messia è per chiunque abbia il coraggio di entrare dentro se stesso e scoprire che la propria interiorità non è un sepolcro vuoto. La Pasqua è un risvegliarsi dai tanti torpori e da quell’indifferenza che può renderci insensibili e disumani. L’uomo può imparare ad accorgersi degli altri, immergendosi nella sinfonia della vita, comprendendo il suo posto nella storia e il progetto pensato per lui fin dal suo concepimento.

L’auspicio è che oggi le famiglie stiano realmente insieme per riconciliarsi e dimenticare gli errori del passato così da ricominciare ancora una volta. Con lo spirito di Gesù questo è possibile. L’annuncio pasquale viene sperimentato da milioni di persone che si impegnano a testimoniare il Vangelo con fedeltà e gioia, senza mai tirarsi indietro bensì accompagnando il prossimo verso un’esistenza migliore. Il tradimento, il supplizio, la crocifissione e la morte di Gesù, mostrano che non c’è rinascita senza sacrificio, cambiamento senza rinuncia ai propri egoismi.

Il messaggio dell’intensa Via Crucis presieduta venerdì da Papa Francesco al Colosseo ha evidenziato il volto buono dell’umanità, ma anche le atrocità che sconvolgono il mondo. “O Croce di Cristo – ha affermato il Pontefice – ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto. O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco. O Croce di Cristo ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze”.

I tragici fatti di Bruxelles sembrano indicare che siamo soltanto all’inizio di una stagione in cui si cercherà di mettere una religione contro l’altra per spaccare l’umanità rendendola nemica di se stessa. E’ vero che la persecuzione dei cristiani è in aumento in moltissime regioni del mondo e questo rivela il problema politico di un sistema incapace di valorizzare le diversità, proteso soltanto a usare ogni cosa per il raggiungimento di interessi di parte. Un ingranaggio diabolico è alla base di queste orribili sciagure, dove sono sempre gli innocenti a pagare.

Non basta più il solito compianto dei politici o le loro passerelle mediatiche. Occorre proseguire la lotta contro chi promuove il terrore anche sul piano ideologico. Qualunque linguaggio che adotti la violenza non aiuterà mai a riconciliare i popoli. La risposta al jihad non sarà fomentare la vendetta: l’unica “arma” da usare è quella del dialogo incessante e della volontà di pace. I cristiani giocano un ruolo fondamentale per il bene comune, ma c’è il rischio di lasciarsi ingannare per trenta denari abbandonando i propri principi e consegnando alla distruzione i propri figli. Incessante deve essere l’impegno di tutti per trasformare questa cultura di morte in vita nuova capace di rinnovare la faccia della terra. Buona Pasqua a tutti.

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5 COMMENTS

  1. I Dottori della legge li trovi anche dentro la Chiesa filtrano il moscerino e ingoiano il cammello, vedono la pagliuzza nell’occhio del fratello e non la trave che c’è nel loro e perdono di vista l’amore. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, e che pesanti quelle pietre di chi si ritiene migliore del fratello. Se non si opera una kenosy dentro la nostra vita si rischia di perdere di vista il bene che c’è in ogni uomo, anche in chi non è Cristiano. Oggi ho fatto gli auguri di buona Pasqua di Resurrezione ad un mussulmano, ha ricambiato con un ” Buona Pasqua anche a te carissimo”. Bisogna costruire ponti o meglio autostrade tra i cristiani divisi in primis e tra chi segue un’altra religione. Dio è amore in tutte le religioni, mi spiegava un professore di lingua francese all’Università, di origine araba, tanti anni fa. Se sapremo vedere il bello che c’è nell’altro, Risorgeremo con Cristo, ogni giorno. Cristo è venuto ad accogliere chi soffre, ciò non vuol dire rinunciare a condannare chi opera il male anche in nome di Dio stravolgendo e distruggendo, in qualsiasi fede egli si trovi inserito.
    Buona Pasqua di Resurrezione.

  2. Siamo in una vera Jihiad, la Jihiad che Gesù è venuto a portare nel mondo, quella medesima Jihiad che si combattè nei Cieli prima dell’inizio dei Tempi. Oggi si combatte in Terra e la Madonna è qui con Noi proprio per Esserci Ausilio in questo Combattimento Spirituale e per portare a compimento la Promessa di Dio al Serpente … quel Serpente la cui testa sta progressivamente uscendo dalla dissimulazione degli Inferi … grazie all’opera di smascheramento di San Michele e delle Schiere Angeliche, opera di chiamata a venir fuori … e La Donna sta per schiargli la testa.
    Ci troviamo in questa fase. Il tempo del Serpente è contato!
    Verranno i mille anni di Pace. Ma costano molto Sacrificio, Sacrum Facere, Sacro Ufficio!

  3. Grazie don Aldo per le sue riflessioni
    Vorrei condividere alcune mie riflessioni: in questi giorni ho meditato il mistero della morte e risurrezione di Gesù e cosa significhi tutto questo per una associazione che opera nel sociale, come quella a cui appartengo da anni (si tratta delle Acli, Associazioni Cristane Lavoratori Italiani).
    La morte è strettamente collegata alla vita, alla nascita: è questa la sconvolgente novità del cristianesimo: un Dio che si incarna. Mette in crisi i musulmani, scombina i progetti degli Ebrei che si aspettavano, e ancora aspettano, il liberatore politico.
    Invece nasce un fragile bambino, in una povera stalla. Dio assume tutta la condizione umana, fino alla morte.
    Mamma mia che Dio strano quello dei cristiani! Ma non è il Dio solo dei cristiani, è il Dio di tutti! Anche di chi non lo riconosce, di chi non lo può conoscere, di chi lo osteggia, di chi ha perso il lume della ragione accecato dall’odio e dalla bramosia di potere.
    Eppure questa è l’unica strada di salvezza per questo mondo impazzito: farsi uomo per riscattarlo dalla morte, dal peccato, dalla fragilità per portarlo alla vita senza fine, alla gioia eterna.
    Che la luce della Pasqua illumini le menti di tutti gli uomini, aiuti chi è nel bisogno, sorregga gli scoraggiati, plachi i violenti, protegga i miti, consigli i potenti- Grazie per l’ospitalità.

  4. un bell’articolo, mi è piaciuto. Oggi le responsabilità dei cristiani per un mondo più umano sono grandi.

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