ARRIVA L’ORA LEGALE: LANCETTE AVANTI PER RISPARMIARE ENERGIA La cosiddetta “ora legale” fu un'idea di Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine

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Pronti a spostare le lancette dell’orologio un’ora avanti? Milioni di italiani sono in ansia per la rinuncia a un’ora di sonno, in effetti secondo alcuni recenti studi cambiare anche solo di 60 minuti le nostre abitudini ci sottoporrebbe a un piccolo shock, che avrebbe alcune ripercussioni sul nostro ciclo sonno-veglia. Nulla di preoccupante, comunque, a parte qualche sbadiglio in più, una condizione che sarà recuperata senza troppe conseguenze grazie alle vacanze di Pasqua.

La cosiddetta “ora legale”, che partirà proprio la notte di Pasqua – a cavallo tra le 2 e le 3 del 27 marzo – fu un’idea di Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine -nonché uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America – il quale pubblicò sul quotidiano francese “Journal de Paris” una serie di riflessioni che si basavano sul principio di risparmiare energia. Le idee di Franklin non ebbero successo, ma oltre un secolo dopo, nel 1907, vennero riprese dal costruttore britannico William Willet. Questa volta la trovata fu accolta con entusiasmo, soprattutto nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale. Nel 1916, infatti, la camera dei Comuni diede il via libera al “British Summer Time”, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti paesi imitarono il Regno Unito in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916, esattamente cent’anni fa. In un primo tempo, fino al 1980, restava attiva per un quadrimestre, da fine maggio a fine settembre; successivamente, fino al 1995, il periodo si è esteso fino a un semestre, dall’ultima domenica di marzo a quella di settembre. Dall’anno seguente a oggi, invece, la durata è di sette mesi.

Oggi si rinuncia a un’ora di sonno per un motivo molto semplice: è una convenzione che consente di risparmiare luce elettrica in favore di luce solare per molti mesi. Si calcola che solo in Italia in 6 anni sono stati risparmiati ben 6 miliardi di Kilowatt/h, per un risparmio quantificabile in circa 900 milioni di euro.

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