VIA CRUCIS AL COLOSSEO, IL PAPA: “LA CROCE DI CRISTO OGGI E’ NEL TERRORISMO” Nel centro di Roma l'invocazione di Bergoglio al simbolo della redenzione

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via crucis

E’ una Via Crucis diversa, quella di quest’anno. Francesco ha lasciato le mura vaticane per recarsi al Colosseo, luogo simbolo del martirio di tanti cristiani. E proprio ai martiri di oggi è dedicato il rito di questa sera: per bambini schiavi, per chi arriva in Europa sulle carrette del mare, per ebrei morti nei campi di sterminio , per le donne oggetto di sfruttamento e di violenza, per i piccoli profanati nella loro intimità. Il pensiero del Papa questa sera va a loro, ma anche ai milioni di profughi, rifugiati e sfollati che fuggono disperatamente dall’orrore delle guerre, delle persecuzioni e delle dittature, a coloro che pensano di non avere più dignità perché hanno perso il lavoro, a tutti quelli che soffrono per una famiglia spezzata.

In una Roma blindata, dove l’allerta per il terrorrismo è al livello 2 (appena un gradino sotto il grado 3, quello dell’attacco in corso), in centinaia affollano la piazza antistante il grand eanfiteatro romano, in attesa di ascoltare il racconto evangelico delle ultime ore di Gesù. Bergoglio arriva accolto da applausi di giubilo. In silenzio, in una notte dal freddo pungente, partecipa alla lettura delle XVI stazioni che compongono la via del Golgota. Il Pontefice parla alla fine del rito. Dalla terrazza del Palatino, Bergoglio lancia un duro monito.

La Croce di Cristo oggi la si trova nei fondamentalismi e negli atti terroristici “dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze”. Ma anche nei potenti e nei venditori di armi “che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli e danno da mangiare ai propri figli pane insanguinato”. Si sofferma sul terrorismo e i trafficanti di armi, ricorda la croce “eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco”. Ma quel simbolo di tortura lo si ritrova anche “nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate”. Ma il pensiero del Papa va anche ai migranti, e ai tanti che hanno perso la vita nel Mediterraneo, “un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata”.

La preghiera è anche per le famiglie, gli anziani abbandonati e i bambini. Accenna anche alla piaga della pedofilia che ha sconvolto il mondo clericale. La croce di Cristo, oggi, è anche nei “ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità”. Il Vescovo di Roma ricorda che il simbolo della redenzione oggi sta scomparendo dalle piazze a dai luoghi pubblici, “nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza” che egli stesso ci hai insegnato”. Poi, un’ammonizione, contro i “dottori della lettera e non dello spirito”, che “invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto”. Denuncia i “ladroni e i corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità”.

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