GINEVRA, RIPRENDE AL CERN L’ATTIVITA’ DEL SUPER ACCELERATORE DI PARTICELLE Lo stop invernale durato 11 settimane è dovuto agli interventi di manutenzione

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È ripartita al Cern di Ginevra l’attività del super acceleratore Lhc, il più grande acceleratore di particelle al mondo. Il lavoro è ripreso lo scorso 4 marzo, dopo il lungo stop invernale durato 11 settimane dovuto agli interventi di manutenzione e aggiornamento della sofisticata macchina. All’interno dell’anello del Large Hadron Collider (lungo 27 chilometri) è stato iniettato un primo pacchetto con circa 10 miliardi di protoni, che dovrebbe completare il viaggio nelle due direzioni per verificare il pieno funzionamento della macchina.

Le particelle correranno lungo l’anello di Lhc attraversando un settore dopo l’altro, fino a compiere un giro completo. “La correzione dell’orbita verrà fatta un pezzo alla volta – spiega il fisico italiano Mirko Pojer, tra i responsabili delle operazioni – poi si cercherà di catturare il fascio con la radiofrequenza, che servirà a dare l’energia necessaria per mantenerlo costantemente in circolazione”. Nelle ultime tre settimane l’anello ha affrontato una lunga serie di verifiche, “in cui tutto ha funzionato alla perfezione”, ha assicurato Pojer.

L’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, comunemente conosciuta con la sigla Cern, è il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Si trova al confine tra Svizzera e Francia alla periferia ovest della città di Ginevra . La convenzione che ne istituiva la creazione fu firmata il 29 settembre 1954 da 12 stati membri; oggi ne fanno parte 21 stati membri più alcuni osservatori, compresi paesi extraeuropei. Il Large Hadron Collider è entrato in funzione il 10 settembre 2008 dopo lo smantellamento del suo precursore, il Lep. È stato progettato per accelerare protoni fino a un massimo di 7 TeV di energia permettendo di studiare le particelle elementari in condizioni sperimentali paragonabili a quelle dei primi momenti di vita dell’Universo, subito dopo il Big Bang.

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