LA SONDA DAWN SCOPRE TRACCE DI ACQUA SU CERERE Scoperto dal sacerdote teatino e astronomo Piazzi nel 1801, fu considerato per decenni l'ottavo pianeta del sistema solare

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Eureka, c’è acqua sulla superficie di Cerere, il pianeta nano e corpo più grande della fascia degli asteroidi del nostro sistema solare. Cerere, nome preso dalla mitologia romana riconducibile alla dea greca Demetra, venne scoperto il 1 gennaio 1801 dall’astronomo don Giuseppe Piazzi e venne considerato per oltre mezzo secolo l’ottavo pianeta del nostro sistema. Impossibile da vedere a occhio nudo, Cerere ha un diametro si “soli” circa 950 km ed è l’unico asteroide del sistema solare interno considerato un pianeta nano, alla stregua di Plutone, Makemake, Haumea ed Eris, gli altri 4 pianeti nani del nostro sistema solare.

A fare l’importante scoperta della scoperta di acqua sull’asteroide è stato il gruppo di ricercatori della missione Dawn della Nasa, grazie alle osservazioni condotte dallo spettrometro italiano Vir – fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana sotto la guida scientifica dell’Istituto nazionale di astrofisica – all’interno del cratere Oxo. La NASA aveva lanciato la missione Dawn il 27 settembre 2007; prima di Cerere, la sonda ha visitato Vesta – il secondo pianetino più massivo della fascia degli asteroidi – nel biennio 2011–2012 per poi entrare in orbita attorno al pianeta nano il 6 marzo 2015.

La notizia, fa sapere una nota congiunta Asi-Inaf, è stata data nel corso della quarantasettesima edizione della Lunar and Planetary Science Conference a The Woodlands, in Texas. “Vir ha osservato la presenza di acqua all’interno di Oxo, un cratere di recente formazione, con un diametro di circa 9 chilometri e situato nell’emisfero nord di Cerere”, conferma Maria Cristina De Sanctis, dell’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Inaf. Una scoperta che, secondo De Sanctis, “ribadisce l’importanza di Cerere nel contesto degli scenari di formazione del Sistema solare”.

Il gruppo di ricercatori di Dawn ha anche completato una mappa a colori migliorata della superficie di Cerere che mette in evidenza la diversità di materiale che la compone e il suo rapporto con la morfologia del pianeta nano. In più, grazie ai primi dati dello strumento Gamma Ray and Neutron Detector (GRaND), ha individuato concentrazioni di idrogeno maggiori in prossimità dei poli. Poiché l’idrogeno è il principale costituente dell’acqua, questa informazione rafforza lo scenario della presenza di ghiaccio d’acqua in prossimità della superficie nelle regioni polari di Cerere. I prossimi test dovranno confermarlo e dire in che stato si trova l’acqua, se cioè sotto forma di ghiaccio o liquida o mista a rocce.

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