TRAGEDIA IN ERASMUS, FIORI E LACRIME AI FUNERALI DI ELISA E SERENA Roma e Torino unite nel dolore per le due studentesse morte in Catalogna. A Pisa sono arrivati i corpi delle altre 4 vittime

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In migliaia si sono recati nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, all’Olgiata, quartiere periferico di Roma, per i funerali di Elisa Scarascia Mugnozza, una delle giovani italiane rimaste vittima dell’incidente occorso a un bus Erasmus in Catalogna. Le amiche hanno ricordato Elisa con un collage di foto, in memoria dei bei momenti trascorsi insieme. Tra i banchi, seduti in prima fila davanti alla bara coperta di rose bianche c’erano la mamma, il papà, il fratello, la sorella e i familiari.

Prima dell’inizio della cerimonia in tanti hanno dato le condoglianze alla famiglia. Gli amici, invece, si sono avvicinati alla bara lasciando vicino dei fiori. Iniziate le esequie attorno al feretro si sono posizionati quattro vigili urbani per un picchetto d’onore. I genitori di Elisa, Maria Teresa e Giuseppe, hanno letto dall’altare dei brani. La mamma un un passo del Cantico dei Cantici, il padre un altro del Libro dell’Apocalisse. Elisa studiava all’Università Sapienza di Roma. La sua é una famiglia di accademici. Il padre è docente di Ecologia forestale all’Università degli Studi della Tuscia, mentre il nonno, Gian Tommaso, è stato il fondatore e primo rettore dello stesso ateneo, nonché tra i creatori della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e suo primo presidente.

“Sembra ironico che questo sia successo proprio a me che con i miei colleghi ho mandato tanti studenti in Erasmus in questi 20 anni – ha detto il padre della vittima – Noi dell’università dobbiamo essere più attenti e non lasciare che certe imprudenze vengano commesse portandoci via queste vite giovani e bellissime. Sarebbe bello che quello che è successo rafforzasse l’idea di Europa”.

Commovente l’omelia del parroco. “Vogliamo stringerci attorno ad Elisa e la sua famiglia per esprimere il nostro dolore – ha affermato -. Qui siamo assetati di tante risposte ma abbiamo bisogno di sentirci amati. Sai Elisa, il Papa ha pregato per voi. Ci piace questo Papa che ci parla della Misericordia di Gesù, di un Dio che è pronto ad accoglierci. Oggi abbiamo un po’ di imbarazzo davanti a quel Dio. Vorremmo chiedergli perché proprio te? Perché è successo, che senso ha? Vorremmo intravedere un senso per andare avanti”. vorremmo sentire la tua parola e credere che sei in una posizione privilegiata per dirci qualcosa di vero – ha aggiunto il prete – Vogliamo vivere il presente, vogliamo fare una promessa davanti a te: impiegare il presente e spenderlo solo per amare. Siamo qui per non fermarci e non mollare proprio ora. Il Signore Gesù ci invita a camminare dietro di lui e ad accettare la realtà”.

Scene simili a quelle vissute sul sagrato della Gran Madre di Torino dove si sono svolte le esequie di Serena Saracino. Ai piedi della scalinata che conduce all’ingresso della chiesa c’erano tre corone di rose, margherite e gerbere e una foto che ritraeva sorridente la giovane, che lunedì avrebbe compiuto 23 anni. Tantissimi i giovani presenti, amici e compagni di università della ragazza, stretti attorno ai genitori. A celebrare la messa l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Tra le autorità presenti il sindaco Piero Fassino. “Tragedie come quella di Tarragona, in Spagna ci costringono a riflettere sul senso della vita e della morte, sulla precarietà della nostra esistenza sottoposta a rischi imprevedibili, dove malgrado le tecnologie più avanzate l’errore umano è sempre alla porta e può dominare anche le situazioni più normali” ha detto il presule. “Tutto ciò – ha sottolineato – deve stimolarci a ricercare vie nuove per riscattare la morte con la vita, la sofferenza con una concreta fraternità e solidale prossimità. Allora avremo la forza di resistere al male, ad ogni male, anche il più terribile, come quello che stiamo vivendo, per alzare lo sguardo verso colui che sa trarre il bene anche dal male”.

Intanto anche le altre quattro vittime italiane sono rientrate in patria. All’aeroporto Arturo Dall’Oro di Pisa sono, infatti, arrivate le salme di Elena Maestrini, Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Valentina Gallo. Ad attenderle c’erano il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, oltre al rettore dell’Università fiorentina e i sindaci di Firenze e Pisa.

 

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