GLI 007 IRACHENI: “ANCHE IN ITALIA MEMBRI DELLA CELLULA DEGLI ATTACCHI DI PARIGI” Il Viminale blinda i luoghi affollati e invia 600-800 militari in più a vigilanza degli obiettivi sensibili

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Il Viminale cerca di blindare le difese poiché il rischio per l’Italia “è significativo”, dicono 007 e antiterrorismo, e i terroristi puntano a realizzare attacchi “eclatanti”. Che non vi siano “progettualità in atto”, infatti, non significa che non siano presenti nel nostro Paese soggetti che potrebbero passare all’azione. Secondo l’intelligence italiane non vi sarebbero cellule attive nel nostro Paese, ma l’allarme che arriva dai servizi segreti iracheni è di altro tenore: alcuni elementi della cellula che “ha compiuto gli attacchi di Parigi” sarebbero sparsi in una mezza dozzina di Paesi europei, tra i quali l’Italia.

Infatti, elementi della cellula jihadista che ha “compiuto gli attacchi di Parigi” sarebbero sparsi tra Germania, Gran Bretagna, Italia, Danimarca e Svezia. Farebbero parte dell’esercito di 400 jihadisti che lo Stato islamico ha inviato in Europa per compiere attacchi. Lo rivela all’Ap “un alto responsabile dell’intelligence irachena”, che afferma che recentemente “un nuovo gruppo” è arrivato nel Continente dalla Turchia.

L’attenzione dell’ intelligence e antiterrorismo è poi concentrata sul monitoraggio di quei soggetti – nell’ordine di alcune decine – presenti nel nostro Paese e che, pur non avendo al momento alcuna progettualità in atto, potrebbero intraprendere un percorso di radicalizzazione. La raccolta delle informazioni, infatti, ha fatto emergere la presenza di diversi soggetti, alcuni anche in collegamento tra loro, che potenzialmente potrebbero rappresentare una minaccia. Alcuni di loro sono già stati espulsi, altri lo saranno nelle prossime settimane, altri sono stati colpiti da provvedimenti della magistratura, altri ancora restano sotto stretta osservazione.

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