TERRORISMO, IPOTESI UEFA DI GIOCARE GLI EUROPEI A PORTE CHIUSE Il Vicepresidente Abete fa il punto sulla sicurezza del prossimo torneo continentale

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“Il rischio porte chiuse c’è, ma gli Europei si faranno”. Giancarlo Abete, vicepresidente della Uefa, traccia il punto sulla situazione sicurezza in vista del torneo che si svolgerà in Francia il prossimo giugno. Nel giorno in cui Bruxelles è scossa dagli attacchi dell’Isis, Abete annuncia un’ipotesi che in molti ritengono più che attuabile. Sono “preoccupazioni europee doverose, un problema che tutti sentiamo come cittadini prima ancora che dirigenti sportivi”, ha spiegato ai microfoni di Radio 24. “La sicurezza è un bene primario per tutti quanti noi. Per ogni evento sportivo c’è una titolarità in capo ai responsabili dell’ordine pubblico che va al di là di quelle che sono le titolarità e responsabilità degli organizzatori della partita in se”.

“Sia come cittadini che come dirigenti sportivi – ha proseguito – dobbiamo aumentare da una parte la nostra attenzione, ma riportarci alle decisione dei soggetti che hanno la responsabilità dell’ordine pubblico e della sicurezza. Gli ultimi due Mondiali, in Sudafrica, poi in Brasile, per motivi diversi sono stati caratterizzati dal rischio di incidenti e tensioni sociali”. Purtroppo, questa “è una realtà con la quale il mondo dello sport deve convivere. Dobbiamo tenere la testa alta e mantenere fiducia nei valori di riferimento. Dobbiamo affidarci alle professionalità e sensibilità dei soggetti titolati ad assumere determinate decisioni, facendo il più possibile eventi, e rinviandoli o non facendoli nel momento in cui si palesassero rischi significativi”.

“Il rischio porte chiuse può esistere sempre perché parliamo di una competizione in cui l’evento deve avvenire”, ha proseguito l’ex presidente della Figc. “Non ci sono partite rinviabili ad altra data, in un torneo si sconta il fatto che determinate date sono funzionali al risultato finale. Oggi le priorità siano diverse, parliamo di manifestazioni che hanno già avuto un impatto negativo sul torneo. C’è una maggiore percezione di rischio e minor entusiasmo a partecipare con uno spirito positivo. Parliamo però di un torneo previsto per giugno mentre adesso stiamo parlando di un’emergenza di queste ore. L’Italia agli europei gioca con il Belgio, dobbiamo cercare ognuno di fare la propria attività. Noi come dirigenti sportivi – ha concluso – dobbiamo continuare ad operare con fiducia e preoccupazione. Capendo che sono battaglie che si vincono solo mantenendo uno spirito positivo”.

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