AMMINISTRATIVE MILANO, PARISI: “LA SINISTRA SI CONFRONTI SUI PROGRAMMI” Il candidato di centrodestra ha invitato i concorrenti a evitare le "battutine da prima Repubblica". I centristi presentano la lista "Milano popolare"

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stefano parisi

Il centrosinistra a Milano “si misuri sui programmi anziché dire sciocchezze o battutine da prima Repubblica”. Lo ha detto il candidato sindaco del centrodestra a Milano, Stefano Parisi, commentando le critiche del centrosinistra alla sua coalizione nel corso della presentazione della lista di Ncd e Udc in suo sostegno. “Se noi dovessimo commentare cosa succede in quella coalizione – ha aggiunto – dove Sala trova più opposizione che da noi. Io l’ho detto anche a lui, misuriamoci sui programmi”.

Intanto Ncd ha presentato la lista “Milano Popolare. Parisi sindaco” il cui logo è stato svelato durante una conferenza cui hanno partecipato, fra gli altri, anche il capogruppo di Area Popolare alla Camera ed ex ministro Maurizio Lupi, il senatore di Ncd Roberto Formigoni. “Non ci presentiamo con i simboli di Ncd e Udc perché sono le vecchie categorie della politica – ha spiegato Lupi – avere scelto Parisi come candidato è un nuovo modo di presentarci ai milanesi, per riconquistare anche gli elettori che ci hanno abbandonato”. La sfida a Milano “è talmente importante che deve vedere un passo avanti della proposta politica”.

Il logo riprende i colori dell’Europa, il blu, è quello del candidato, il giallo. A decorarlo un cuore giallo tratteggiato con quattro stelle, in riferimento al simbolo del Ppe, Partito popolare europeo. Nella lista a sostegno di Parisi insieme a Ncd anche l’Udc. A Milano “parte la rigenerazione della politica – ha aggiunto Lupi – e noi abbiamo fatto in modo che i cittadini potessero scegliere il candidato migliore, e non il meno peggio, cioè Giuseppe Sala”. Non è ancora stato deciso chi sarà il capolista di Milano Popolare: “Alla fine quando sarà completata la lista decideremo insieme – ha concluso Lupi – e io deciderò se accettare la proposta che mi ha fatto Parisi, di fare da capolista”.

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