OBAMA A CUBA: “MERAVIGLIOSO ESSERE QUI”

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obama castro

L’ultimo avamposto delle Guerra Fredda si è trasformato, in pochi mesi, nella terra della riconciliazione. Prima lo storico incontro tra Papa Francesco e Kirill, Patriarca di tutte le Russie, poi la stretta di mano tra Barack Obama e Raùl Castro, all’inizio delle visita presidenziale nell’isola caraibica.

Nell’edificio simbolo della rivolta castrista, i due presidenti hanno passato insieme in rassegna le truppe, mentre nella sala era esposta la bandiera americana. Castro, a fianco di Obama, ha stretto la mano anche al segretario di Stato John Kerry e ad altri rappresentanti americani. Il leader dell’isola caraibica ha ricevuto l’ospite con una calorosa stretta di mano e un largo sorriso. Poi insieme hanno posato davanti a foto e videocamere. E l’inno americano ha risuonato nel Palazzo della Rivoluzione.

All’arrivo nella piazza della cattedrale dell’Avana il corto di Obama è stato accolto da un’autentica ovazione. Cuba era evidentemente stanca dell’isolamento ed ha di nuovo aperto le porte del cuore al mondo. In migliaia hanno applaudito e scandito il nome “Barack”. Il capo della Casa Bianca ha ricambiato stringendo mani e salutando prima di entrare nelle chiesa. “E’ una opportunità storica di impegnarsi con il popolo cubano” ha detto Obama parlando davanti ad alcune decine di persone dello staff dell’ambasciata americana a Cuba. “E’ meraviglioso essere qui” ha aggiunto ricordando che l’ultimo presidente a mettere piede sull’isola fu Calvin Coolidge nel 1928, che arrivò con una nave da guerra in tre giorni mentre lui ci è arrivato in tre ore d’aereo.

Dopo la visita in cattedrale e l’incontro con il cardinale Ortega, c’è stata una tappa allo storico ristorante San Cristobal, uno dei migliori e dei più affascinanti della capitale, per una cena creola. Il corteo presidenziale ci è arrivato attraverso vie strette e piene di folla che correva verso la testa del corteo per tentare di vedere il presidente. In precedenza la gente raccolta in plaza de Armas lo aveva salutato scandendo “Usa!”, “Usa!”.

La Casa Bianca ha fatto sapere di non sentirsi affatto “offesa” dalla mancata accoglienza in aeroporto del presidente cubano Raul Castro all’arrivo del presidente americano: “Non è mai stato prevista né presa in considerazione una sua presenza in quella sede” ha affermato Ben Rhodes, consigliere di Obama per la sicurezza.

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